Email di Alfonso Navarra del 2 novembre 2006 (ore 14,53)
Ambasciate di pace
in MO
sto lavorando con Tusio De Iuliis alla
seguente proposta in vista dell'incontro del 12 novembre
UN APPELLO AL PARLAMENTO EUROPEO
PER AMBASCIATE DI PACE IN IRAN, IN ISRAELE, IN TUTTI I PAESI DEL MEDIO ORIENTE
PER DELEGAZIONI PERMANENTI DI EURODEPUTATI ED ESPONENTI DELLA SOCIETA' CIVILE CHE RAPPRESENTINO
Il Parlamento europeo, pur con tutti i suoi limiti, non di rado esprime nei
suoi atti e nelle sue risoluzioni l’opposizione alla “guerra globale,
preventiva e permanente”, considerata “non conforme al diritto internazionale”,
dando così voce alla volontà ignorata dei cittadini d'Europa. Una volontà di pace e di legalità internazionale che coincide con
l'obiettivo di costituire ed affermare l’Europa stessa come soggetto politico
costruttore di pace e di una nuova forma possibile di relazioni internazionali.
I sottoscritti, promotori del presente appello, ritengono che, nella gravità
del momento presente, segnata dall’incupirsi dei tamburi che rullano per lo
“scontro di civiltà”, il Parlamento di Bruxelles debba rivendicare la funzione di indirizzo della politica estera comune dell'Europa, tanto
più quando i governi degli Stati membri annaspano nell'indecisione e nella subalternità all'"Alleato guida" e
ai poteri forti transnazionali.
Eppure la stessa diplomazia ufficiale dei governi europei ha costruito occasioni prefiguranti una alternativa pacifica, democratica e di legalità alle soluzioni perseguite con mezzi militari, che oggi arrivano ad ipotizzare persino un “disarmo atomico” a colpi di bombe atomiche!
Un esempio è
Dopo la firma del Tnp (1968) vi sono stati accordi internazionali che hanno istituito quattro Zone Libere da armi nucleari: America Latina (1985), Pacifico del Sud (1985), Sud Est Asiatico (1995) e Africa (1996). La proposta di denuclearizzare il Medio Oriente, collegabile con quella di dichiarare il Mediterraneo Zona denuclearizzata, è sul tappeto: essa potrebbe evidentemente disinnescare notevolmente le tensioni e i rischi di proliferazione e di conflitti in questa zona che tanto da vicino ci riguarda. Non dobbiamo inventarci nulla: è tutto scritto, sottoscritto, ribadito, sancito da trattati e giurisprudenza.
La maggioranza pacifista dei cittadini europei, che oggi si sente non
rappresentata, chiede agli eurodeputati di assumersi responsabilità
straordinarie per il futuro dell'Europa.
E' l'Europa che ripudia la guerra, l'Europa che ha capito che la "guerra preventiva"
contro il terrorismo islamico e gli “Stati canaglia” è anche una guerra contro
la sua unità politica, contro la sicurezza dei suoi approvvigionamenti
energetici, contro il futuro di un suo ruolo protagonista in un "altro
mondo possibile", per i diritti umani e per la democrazia internazionale,
via di pace.
Chiediamo che il Parlamento europeo eserciti una funzione diplomatica diretta e rappresentativa, aprendo "ambasciate di pace", per sostenere il “processo di Barcellona”ed altre possibili soluzioni creative, con sue delegazioni permanenti nelle capitali mediorientali, in primo luogo Tehran e Gerusalemme .
Ad esempio, le forze militari ONU impiegate in “missioni di pace” tipo Libano
possono essere intergrate da corpi civili di pace come quelli la cui
istituzione è raccomandata dallo stesso Parlamento europeo.
In questo quadro la società civile europea deve impegnarsi a costituire sue
delegazioni, che affianchino quella del Parlamento
Europeo supportandone l'indirizzo politico e rafforzando così l'istanza e la
necessità di una diplomazia popolare di base.
Facendo pressione sui parlamenti e sui governi, dovremo riuscire ad imporre la convocazione di una Conferenza Internazionale per la denuclearizzazione del Mediterraneo e del Medio Oriente.
Questo il primo messaggio che congiuntamente porteremo
in qualità di ambasciatori di pace presso i popoli: non siamo qui come singoli
generosi cittadini ma come rappresentanti effettivi dell'Europa dei popoli,
venuti presidiare lo spazio finora poco percorso del processo politico e
diplomatico.
Ma anche ai popoli mediorientali porteremo un messaggio chiaro: tutti i Paesi,
quale che sia il loro assetto politico, devono disarmare incondizionatamente ed
i regimi al potere devono
essere, al più presto, sottoposti ad una verifica democratica sul rispetto dei
diritti umani, terreno su cui ci impegniamo a fare da osservatori collaborando
con le ONG locali.
I sottoscritti cittadini, promotori del presente appello, si dichiarano
disponibili a far parte della delegazione affiancante l’eventuale missione
degli eurodeputati a Tehran ed a contattare i parlamentari, i consiglieri
comunali, le personalità, le organizzazioni pacifiste da coinvolgere nell'iniziativa.
Associazione Berretti Bianchi
Lega per il disarmo unilaterale Movimento Internazionale per
Riconciliazione
Alfonso
Adriano Ciccioni - Alessandro Rizzo - Virgilio Violo -
Luigi Barbato - Letizia Battaglia – Pierluigi Ontanetti
Info – Alfonso Navarra –
Bozze di lettere di accompagnamento dell’appello
Caro amico, sei invitato ad aderire all'appello sotto riportato, indirizzato al Parlamento europeo. Prepara le valigie per Tehran!
Caro eurodeputato/a, ti si presenta oggi un'occasione unica per rivendicare il ruolo del Parlamento europeo come rappresentante della volontà di pace dei cittadini d'Europa. (Non a caso l'unica istituzione elettiva dell'UE risulta la più recettiva degli autentici orientamenti dell'opinione pubblica). Non c'è tempo, bisogna muoversi subito! E' un dovere di tutti sostenere la realizzazione del “processo di Barcellona”, auspicando che altre iniziative lo rafforzino nella medesima direzione. Bruxelles può farsi promotrice di un'azione forte, forse l'unica, al momento, capace di fermare la “guerra globale”: aprire "ambasciate di pace" a Tehran, a Gerusalemme e nelle altre capitali Mediorientali offrendo respiro al processo politico e diplomatico per la soluzione della crisi iraniana e per avviare nuovi negoziati sul Medio Oriente. L'appello sotto riportato esplicita, appunto, la proposta. Essa nasce dall'angoscia che proviamo, come cittadini, di fronte al prevalere della stupidità, dell'arroganza, della brutalità che stanno trascinando il mondo in una escalation bellica che solo pochissimi potenti vogliono. E nasce anche dalla speranza che riponiamo nella iniziativa per promuovere una diplomazia della società civile: chiunque, ad ogni livello di responsabilità, creda nell'Europa come soggetto politico democratico, deve farla propria ed agire di conseguenza.