Email di Raffaele Barbiero del 16 novembre 2006 (ore 12,29)

 

ciao,
        ho trovato il documento di alberto l'abate molto interessante e stimolante, tanto che pensavo di proporlo in cartellina ai corsisti del corso per mediatori internazionali di pace, bertinoro 2006 che organizziamo qui a forlì-cesena dal 2003.

Concordo anche io con silvano tartarini sul fatto che è meglio continuare a chiamare gli interventi come corpi civili di pace anche se non sono ancora istituzionali, ciò serve a prefigurare quello che vogliamo.

All'intervento di alberto l'abate faccio solo alcune osservazioni:

1) ci sono un paio di pagine un po' troppo lunghe (intorno a pag. 8 e 9) sul lavoro dei docenti universitari, nel capitolo corpi civili di pace professionali o volontari sarebbe utile parlare piu' diffusamente di come lo stato potrebbe facilitare chi è in età da lavoro e vuole far parte dei corpi civili di pace (es. non solo aspettativa, ma anche mancato guadagno per il periodo di servizio nei CCP, copertura assicurativa e infortunistica, ecc);
2) ritengo opportuno tagliare il pezzo a pag. 12 subito dopo il capito: "La difesa popolare nonviolenta e il servizio civile" e precisamente dalle parole: "che ha portato all'esclusione..." fino alla parola "...dell'UNSC" (riga sotto) e poi tagliare le parole sempre seguenti in quel rigo: "del nuovo presidente della Commissione" perchè su questo punto fra di noi non c'è la stessa interpretazione, mentre così rimasto il significato dell'intervento di alberto rimane integro senza entrare in una questione che ci ha visto molto divisi e sulla quale se vogliamo tornare sono disponibile a ridiscuterne, ma in sede opportuna e apposita;
3) questa è solo annotazione sulla scrittura del testo: molti capoversi del documento di alberto iniziano con MA, mi sembra che si potrebbero cancellare questi Ma senza intaccare la sostanza, lasciando così il testo piu' "pulito".

cordiali saluti

raffaele barbiero, alon forlì-cesena