Email di Antonella Sapio del 18 novembre 2006 (ore 17,18)

 

...certo...grazie.

 

Credo che su alcuni punti siamo tutti d'accordo:

 

- arrivare alla riunione di Martedì con le idee un po' più chiare e una idea di base sufficientemente condivisa

- utilizzare un linguaggio comprensibile per tutti

- esplicitare con chiarezza possibilità e limiti dell'intervento che si intende elaborare insieme ai libanesi

 

Procedo per punti:

 

1) Strategia "politica":

- Per quanto mi riguarda, come avevo già scritto, parlare di CCP per definire l'esperienza del Libano è a mio avviso controproducente anche e soprattutto dal punto di vista politico....se per mettere in campo CCP è sufficiente stornare di volta in volta parte dei fondi della cooperazione (oggi sul Libano e domani su altro), perchè mai il governo dovrebbe impegnarsi invece ad attivare percorsi istituzionali seri??

 

- siamo davvero tutti consapevoli del fatto che il "tavolo- LIbano" è stato attivato "per chiamata diretta" senza attivazione di alcuna procedura regolare minima istituzionale? o riteniamo, erroneamente, che sia questo il modo di procedere della "democrazia partecipativa"?

Un Corpo civile di pace viene costituito attraverso percorsi istituzionali trasparenti (es. reclutamento ecc.) che richiedono pubblicazioni di avvisi pubblici ecc. ....e dunque tempi lunghi.

Non si possono inventare ad hoc, per l'emergenza, percorsi superficiali e approssimativi (e certamente deprecabili) che non potrebbero divenire prassi....l'emergenza- Libano, come tutte le emergenze, va gestita facendo ricorso a ciò di cui si dispone....e questo non è certamente un Corpo civile di Pace.

Per costituire Corpi civili di Pace bisogna spiegare ai politici che bisogna impegnarsi "parallelamente" a costruire percorsi istituzionali seri (che non possono essere attivati a partire dalla cooperazione) che siano in grado di garantire in futuro la messa in campo di esperienze solide,

Politicamente solleciterei il governo ad assumere un impegno in questa direzione.

 

2) Strategia comunicativa

Cosa capisce la gente di ciò che oggi viene proposto?

Non ti so rispondere....ormai mi convinco sempre più che, più diventa difficile la realtà in cui viviamo, più tendiamo a costruirci quelle che vogliamo.... e così la nostra comprensione delle cose è spesso orientata dai nostri desideri 

Per quanto mi riguarda, sarei però ben lieta se si affermasse con onestà e coraggio che il tavolo-Libano avrebbe ben desiderato poter inviare Corpi civili di Pace in Libano.....e che però su questo c'è un ritardo storico delle nostre istituzioni, di fatto ben latitanti.

Quindi, ancora una volta, la società civile si farà carico di spendere le proprie energie per testimoniare

la propria presenza in terre di conflitto e collaborare con la società civile locale, nella piena convinzione della necessità di pervenire alla istituzione in Italia di Corpi civili di Pace, in merito a cui sollecita con determinazione questo nuovo governo che in varie occasioni ha manifestato sensibilità e interesse per l'argomento.

 

 

3) Cosa dire ai libanesi?

Che ci piacerebbe fare tantissimo....che abbiamo premura per la loro condizione e le loro sofferenze che da tempo interrogano le nostre coscienze.

Che ci battiamo affinchè in Europa ( e nel mondo) si creino organismi in grado di prevenire la tragedia della guerra e di intervenire nei conflitti sociali, in qualsiasi luogo essi possano manifestarsi....ma che questo è un cammino non breve e comunque agli inizi.

Che tutto ciò che possiamo ora fare è condividere con loro un progetto utile e significativo, sulla base di quanto potranno suggerirci.....con obiettivi minimi, condivisi e fattibili.

E che, semplicemente, ciò che verrà fatto non potrà corrispondere a ciò che per loro avremmo desiderato e voluto...e che continueremo ad impegnarci affinchè ciò diventi pian piano nel tempo possibile.  

 

Antonella