Email Ennio Abate del
18 settembre 2006 (ore 12,20)
Riflessioni a freddo: come proseguire
Condivido la proposta di un'Assemblea nazionale fatta da Angelo Baracca e
cercherò di parteciparvi e sollecitare altri ad essere
presenti. Rilevo
però in essa un limite. Malgrado
la fiducia che posso avere nella «base» e
il rifiuto (meditato) per gli intrighi dei " professionisti" del
pacifismo o
della politica, non penso che 10 minuti a testa per tot numeri d'interventi
predisposti senza trucchi o favoritismi in un tempo comunque ristretto
colmerà il ritardo di analisi della situazione (con parole di Baracca)
"maledettamente complessa" in cui dovremmo agire.
Dev'essere perciò chiaro in partenza che quest'Assemblea potrà raccogliere
il generico «bisogno di discutere, di ritrovarsi, di consultarsi» eluso dai
"professionisti" del pacifismo. E mi sta
bene.
Ma come farlo maturare? Quali sono i temi da affrontare oggi per non
limitarsi a ripetere il rifiuto condizionato alla missione governativa in
Libano sottoscritto da 3000 persone circa e "affidato" a parlamentari
ambiguamente disponibili a "farsene carico"? Quali luoghi sono
necessari per
interrogarsi a fondo sulla "situazione complessa" e, tra l'altro, sul
perché
così facilmente anche il pacifismo (come altri movimenti) ha creato
dei
"professionisti"? Era possibile evitarlo (e come)?
Un caro saluto
Ennio Abate