Email
di Lorenzo Scaramellini ad Alex Zanotelli del 16 dicembre 2007 (ore 18,37)
Caro
Alex, non sono d'accordo
Caro Alex,
siamo compagni di strada da sempre seppure io la stia
percorrendo standomene un po' in disparte, in posizione decentrata,
periferica e dando un apporto marginale rispetto al tuo e a quello di tante
altre persone molto più capaci e autorevoli.
Tuttavia ho la fortuna di conoscerti da più di
vent'anni, da quella sera dell'86 (se non ricordo male la data) in cui sei
venuto da noi, a Chiavenna, per una serata pubblica nell'ambito della Campagna
che allora si chiamava di "obiezione fiscale" alle spese
militari (oggi OSM/DPN). Ci eri venuto come firmatario dell'appello
all'obiezione fiscale sottoscritto da 200 religiosi veneti compreso il
vescovo di Trieste Bellomi e tanti altri (frati, preti, suore...) mentre noi
eravamo sotto processo per la propaganda dell'obiezione fiscale, accusati di
"istigazione a disobbedire alle leggi di ordine pubblico" (art. 415
CP).
Da allora, seppure a distanza, la nostra strada è stata
la stessa. Di nuovo ci siamo incrociati in occasione di incontri pubblici a
Sondrio e poi a Morbegno, pochi anni fa.
Più recentemente (primavera 2006), facendo parte del
Coordinamento Politico della Campagna OSM/DPN ed essendone stato (mediocre)
portavoce nella Rete Italiana Disarmo, oltre che portavoce della mia
associazione (l'Agenzia per la Pace di Sondrio), ho seguito con tanta speranza
(inizialmente) e con un po' di delusione (poi) la gestazione e la
tribolatissima nascita di una Campagna nazionale che fosse capace di mobilitare
tutto il Movimento contro la guerra. Non credo infatti che la Campagna
(Campagne?) sul disarmo nucleare sia lo strumento adatto per mettere il
dito, come dovremmo, sulla piaga devastante che abbiamo dentro: la guerra, come
strumento di risoluzione dei conflitti e la nonviolenza come alternativa da costruire.
Ma venendo al tuo appello contro l'aumento delle spese
militari, devo dirti che NON SONO D'ACCORDO.
Il mio disaccordo, mi pare superfluo precisarlo, non è
ovviamente nel merito: è chiaro che aumentare le spese militari sia un
atto che contrasta frontalmente con l'esigenza di attivare politiche di
pace.
A mio parere, sbagli semplicemente obiettivo e destinatari.
Il tuo appello prescinde infatti dal contesto ed è una semplificazione
sbagliata di cui (tu come altre persone/organizzazioni del Movimento) non
potete non rendervi conto.
Il contesto qual è? E' quello di un governo di coalizione,
nato più che traballante e costante ostaggio di ogni singolo senatore. In una
parola, a me pare che questo parlamento sia l'unico luogo in cui NON SI
PUO' FARE POLITICA, nel senso che non si possono assumere decisioni Politiche
(con
Detto questo, a me pare altrettanto evidente che i
parlamentari della Sinistra Radicale (ma non solo) non si siano
"bevuti il cervello" o "venduti alla lobby della guerra":
ma ti pare possibile che persone come Lidia Menapace, Tiziana Valpiana,
Giovanni Russo Spena, Francesco Martone, Paolo Cento, Sabina Siniscalchi,
Haidi Giuliani, Anna Donati, Silvana Pisa, Elettra Deiana, Pietro Folena,
un ministro come Paolo Ferrero o la vice ministra Patrizia Sentinelli...
siano d'accordo con l'aumento delle spese militari e con la politica militare
(ma non solo) di questo governo? E ti sembra il caso, invece, di riconoscere
capacità di rappresentanza del Movimento a due persone come Rossi e
Turigliatto? Con tutto il rispetto per loro, credo proprio che il Movimento
meriti qualcosa di più, no?
Secondo me, è mancato/manca ben altro. Come ho avuto
occasione di dire a Lidia Menapace, nel corso di un recente incontro pubblico,
proprio perchè dentro questo governo e dentro questo Parlamento le ragioni
della Pace e della nonviolenza non hanno alcuna possibilità di
ascolto, andava/andrebbe creato un canale di comunicazione tra il
Movimento e i parlamentari che si riconoscono nelle sue
ragioni con due obiettivi ugualmente importanti:
1) evitare malintesi e aspettative fuori luogo, rispetto
all'attività e alle decisioni parlamentari (blindatissime, per i motivi che
dicevo e che mi sembrano ovvii)
2) elaborare insieme un percorso politico che,
nell'immediato "FUORI DAL PARLAMENTO" e nella prossima legislatura -
mi auguro - "ANCHE DENTRO AL PARLAMENTO" consenta alle ragioni della
Pace e della nonviolenza di ottenere lo spazio che meritano, traducendosi
in precisi atti politici supportati da forti Campagne di base, da promuovere
sul territorio.
Un'alleanza, insomma, da ribadire e da rafforzare per
costruire insieme quel futuro che tutti (Movimento e molti
parlamentari, sicuramente!) vogliamo realizzare!
Lorenzo Scaramellini