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di Claudio Morselli del 15 gennaio 2008 (ore 14,49)
Alla lista Pace di peacelink
26
gennaio presidio alla base militare di Ghedi
Secondo i dati della contabilità generale dello stato, negli
ultimi 25 anni, in Italia, i redditi da capitale e le rendite finanziarie si
sono mangiati il 10 per cento dei redditi da lavoro, tant’è vero che abbiamo le
buste paga più basse d’Europa. In più, si tagliano le spese per la sanità, per
la scuola, la giustizia, i servizi sociali, ma si aumentano, in modo scandaloso
(come ci ha ricordato Alex Zanotelli) le spese
militari: del 13% con la finanziaria dell’anno scorso e di un altro 11% con la
finanziaria di quest’anno. Ciò avviene, purtroppo, con un governo di
centrosinistra, che si dimostra così incapace di progettare un percorso
alternativo a un sistema economico ingiusto e
devastante, sia a livello sociale che ambientale. Dopo il brutto precedente dell'anno
scorso, questa ulteriore decisione ci dice che
non siamo in presenza di un "incidente di percorso", ma di una
precisa scelta politica che è agli antipodi di una cultura della pace
e della nonviolenza di cui abbiamo bisogno per avere capacità di futuro. E’ per
questo che ho aderito, senza riserve, all'appello di Alex
Zanotelli contro la vergogna dell’aumento delle spese militari. Sono d'accordo.
Non solo non possiamo stare zitti ma dobbiamo lavorare
per costruire, in ogni piccola realtà locale, un movimento nonviolento in grado
di contrastare la deriva neoliberista e militarista, per risvegliare le
coscienze dormienti e offrire a tutti la possibilità di un'alternativa
nonviolenta, per il rispetto della vita e della dignità delle persone. E’ per questo che ritengo sia molto importante informare e
mobilitare la gente per sostenere la
proposta di legge popolare per il disarmo atomico, di cui si parla ancora
troppo poco, e realizzare iniziative come quella del 26 gennaio prossimo a
Ghedi (Brescia), davanti alla base militare che “ospita” alcune decine di bombe
atomiche.
Claudio Morselli
Castiglione Alegre
Castiglione delle Stiviere
(Mantova)
Contro le basi di guerra,
per una drastica riduzione delle spese militari.
Presidio alla base militare di Ghedi contro la presenza
di bombe atomiche
Sabato 26 gennaio ore 15.00
Il 26 gennaio è la data proposta dal Forum Sociale
Mondiale per il Global Day of Action, ossia per iniziative in tutto il mondo
contro la guerra, il liberismo, il razzismo e il patriarcato.
Gli obiettivi di questa giornata di mobilitazione sono il ritiro delle truppe
italiane da tutti i fronti di guerra, la chiusura delle basi militari e
l'opposizione a nuove basi(a partire da Vicenza con il
Dal Molin), la drastica riduzione delle spese di guerra e l'aumento delle spese
sociali, la riconversione delle fabbriche d'armi e degli altri luoghi/strumenti
di guerra, la smilitarizzazione dei territori, la revoca dell'accordo per la
produzione e l'acquisto dei caccia F35.
Il 26 gennaio in Italia dovrà essere una giornata contro l'insieme della
politica militarista del governo Prodi che ha imposto l'ulteriore
aumento delle spese militari (per un totale del 24% in due anni), alle missioni
militari (a gennaio il governo presenterà il decreto per il rinnovo delle
missioni in Afghanistan e negli altri teatri di guerra), alle basi e al
complesso militare-industriale, e che include l'accordo militare Italia-Israele,
l'embargo alla Palestina, l'adesione allo scudo missilistico USA, la nuova
grande minaccia alla pace mondiale.
A tale scopo si propone una mobilitazione articolata con lotte sui territori a partire dai luoghi di guerra: basi militari, siti di
assemblaggio dei nuovi armamenti, caserme e luoghi di partenza delle truppe,
ambasciate, consolati e ministeri coinvolti nella guerra permanente.
Le spese militari sono aumentate a tutto danno delle le spese sociali, di
quelle destinate al lavoro e al reddito dei settori popolari, mentre l'Italia è
invasa e avvelenata da basi militari, porti nucleari, depositi di armi atomiche e di munizioni, poligoni di tiro e
polveriere, aeroporti militari e ben 107 basi USA-NATO a cui il governo
vorrebbe aggiungere il Dal Molin, la base di Novara (assemblaggio dei
cacciabombardieri a Cameri ) e il potenziamento della base militare di
Sigonella per l'installazione dei nuovi aerei da guerra senza pilota e del
micidiale sistema planetario di comunicazioni satellitari MUOS. Dunque, la
guerra permanente, mentre insanguina e devasta decine di paesi nel mondo, entra
quotidianamente nelle nostre terre e nelle nostre città, ingigantendo derive
securitarie, razzismi e xenofobie, repressione politica e sociale, riduzione drastica delle libertà.
Per tutto ciò vogliamo caratterizzare il 26 gennaio
come una giornata contro i luoghi di guerra sui territori, a partire
soprattutto da quelli dove le lotte sociali hanno già individuato gli obiettivi
da smilitarizzare. Tra questi, in particolare le caserme e i luoghi militari in
dismissione possono essere soggetti da subito alla riconversione ad usi civili,
ad esempio in case per sfrattati e precari ed in ostelli per i
richiedenti asilo, modo concreto anche per opporsi ai Cpt/lager per
migranti.
La giornata del 26 gennaio viene organizzata anche in vista della
manifestazione nazionale che il Patto permanente contro la guerra propone a
Roma in coincidenza col voto in Parlamento sul rifinanziamento delle missioni
di guerra, che dovrebbe tenersi nel periodo tra fine febbraio e prima parte di
marzo.
Comitato Via le atomiche di Ghedi
Confederazione Cobas
Sinistra Critica
Centro sociale Magazzino 47
SdL Intercategoriale
Centro sociale 28 maggio – Rovato
Radio Onda d’Urto