MILANO, 15
settembre 2006
COMUNICATO
STAMPA
Per una nuova
campagna sul disarmo nucleare
sulla base dell'appello "FERMIAMO CHI
SCHERZA CON IL FUOCO ATOMICO"
primo firmatario Alex Zanotelli (attualmente 500
firmatari)
riunione associazioni - domenica 17 settembre 2006
-
presso la Casa per la Pace della Provincia di
Milano -
via Ulisse Dini, 7 a Milano
dalle ore 9.30 alle ore 17.30
(dalla
Stazione centrale linea verde direzione Abbiategrasso fermata metrò Piazzale
Abbiategrasso).
La
discussione affronterà i seguenti punti:
1 - obiettivi campagna mobilitazione per
coinvolgere l'opinione pubblica 2 -scadenzario iniziative e rapporto lavoro di
base-sbocchi istituzionali (mozione Martone) 3- strumenti e risorse da mettere in comune 4- chi promuove
e chi aderisce 5- punti di riferimento organizzativi e modalità di
coordinamento
Sono
invitati:
i gruppi e le
associazioni impegnati sui temi del disarmo nucleare
le
associazioni impegnate sui temi della pace e delle nonviolenza
esponenti
della società civile di buona volontà
Attualmente
le seguenti associazioni e gruppi hanno dichiarato la loro disponibilità a
promuovere la campagna:
Campagna
osm-dpn - Ldu - Loc - Berretti Bianchi - Comitato Solidarietà al nonviolento
Turi Vaccaro - Mir - Fucina della
Nonviolenza - Movimento Nonviolento -
Centro studi difesa civile - Rete Lilliput - Greenpeace - Rete Disarmo - Beati
i costruttori di pace - Pax Christi - Assopace - Gavci - Centro Gandhi Pisa -
No alla guerra nucleare - Bastaguerra - Kronos Pro Natura - Cooperativa Studio
3R - Partito Umanista
Info:
Campagna di obiezione di coscienza alle spese militari per la Difesa popolare
nonviolenta (Massimo Aliprandini tel. 02-58101226)
Gruppo di
lavoro "NO ALLA GUERRA NUCLEARE (Alfonso Navarra cell. 349-5211837)
….FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO
ATOMICO…
METTIAMOCI INSIEME PER IL DISARMO !
Una
grave emergenza chiama a raccolta tutte le associazioni, i movimenti, le
persone che da tanti anni lavorano per il ripudio della guerra, per la
nonviolenza e per la pace.
La
crisi USA-Iran, alimentata anche dalla gravissima escalation di violenze ed
azioni belliche in Palestina, in Libano-Israele,
ed in tutto il Medio Oriente, non fa che aggravarsi. Essa è un elemento chiave
nella strategia americana di controllo sull’ area strategica della “cintura del
petrolio”. La possibilità di una guerra atomica torna prepotentemente alla
ribalta con le accuse statunitensi a Teheran di fomentare il terrorismo e di
perseguire l’arricchimento dell’uranio per fini bellici. L’uso della
"Bomba" per “disarmare l’Iran” è ufficialmente pianificato e
rivendicato come lecito e possibile da parte dell’Amministrazione Bush. Questa
minaccia non fa che alimentare ulteriormente il terrorismo.
La
proliferazione nucleare ha rotto gli argini ed è entrata in una nuova
pericolosissima fase: i test missilistici nordcoreani ne sono una
manifestazione. Anche gli ostacoli frapposti
al controllo democratico, - in alcuni Paesi dittatoriali del tutto
impossibile- costituiscono un fattore
aggiuntivo di allarme.
Ciò
nonostante, la percezione del rischio che stiamo correndo è ancora assai
limitata, se non inesistente, nell’opinione pubblica.
Non
riconosciamo alcun "diritto" al regime teocratico degli Ajatollah, tanto
più dopo le sue esagitate minacce contro il “regime sionista”, di dotarsi della
"Bomba", approdo della Tecnologia Nucleare; ma nemmeno alle potenze nucleari di ergersi a
giudici degli altri Stati. Stati Uniti, Russia, Francia, Gran Bretagna, Cina
(cui si sono aggiunte India e Pakistan e
- non ufficialmente - Israele e Corea del Nord) non hanno rispettato gli
impegni per il disarmo totale sottoscritti già quasi quarant’anni fa con il
Trattato di Non Proliferazione (NPT) .
Le armi di
distruzione di massa sono immorali in quanto armi di distruzione indiscriminata;
le armi atomiche lo sono in modo assoluto in quanto il loro impiego minaccia di
distruggere in poche ore ogni vestigia di civiltà, e forse anche ogni forma di
vita, spezzando l’equilibrio che la Natura ha sviluppato in miliardi di anni sul
pianeta.
La Corte
Internazionale dell’Aja si e’ espressa dichiarando che l’uso e la minaccia
delle armi nucleari sono contrari al diritto internazionale. Anche l’Italia ha
la sua fetta di responsabilità, ospitando, in palese violazione della
Costituzione e dei suoi impegni di paese non-nucleare, tra Aviano (PN) e Ghedi
(BS) una novantina di atomiche, e in 11 porti sommergibili a propulsione
nucleare, dotati ciascuno di missili con testate nucleari di potenza
distruttiva complessiva migliaia di volte superiori alle bombe di Hiroshima e
Nagasaki.
Politici e
militari, sperperando enormi risorse mentre miseria e morte per fame aumentano
ovunque, pretendono di decidere da soli nel campo dei problemi atomici,
vanificando la democrazia, tenendo la popolazione ostaggio delle loro scelte.
La
politica, la societa’, le religioni, la cultura, la scienza, si trovano davanti
ad una scelta di vita o di morte.
Oggi
le armi nucleari hanno perduto il ruolo di deterrente, ma sono concepite per
venire usate. I veri rischi provengono dagli Stati nucleari che non intendono
disarmare, e dalla disponibilità di materiale fissile.
La
perversa "razionalita'" della brama di potere, della prevaricazione e
della forza armata, degenerata nella follia e nell'insensatezza assolute, ha
espresso la regola della competizione atomica: CHI SPARA PER PRIMO VINCE (se
riesce ad impedire la reazione del "nemico").
La
preparazione e la minaccia dello sterminio atomico dimostrano dove portano
l'idea e la pratica della guerra, che è un male incontenibile, scatenante il
massimo possibile di violenza e distruzione.
Ci
troviamo davanti ad un passaggio storico che può essere drammatico per
l’umanità. Ma può anche essere il momento in cui i popoli dell’intero pianeta
reagiscono alla rassegnazione, chiedendo il rispetto della legalità
internazionale ed esigendo di essere trattati come cittadini e non come
ostaggio o bersaglio delle partite a Risiko planetario tra i signori della
guerra.
Non
possiamo delegare, come ci impone la NATO, la “Suprema garanzia di Sicurezza”
alla deterrenza nucleare. Difesa e sicurezza possono fondarsi sull’unità
popolare che interviene nei conflitti con l’azione nonviolenta ed i Corpi
Civili di Pace.
Noi,
gruppo di nonviolente/i, senza presunzione ma con convinzione, chiediamo a
tutte e tutti di fare proprio questo appello, di promuoverlo, di diffonderlo,
di persuadere gli indecisi.
Ci
rivolgiamo all’intera società, al mondo della cultura, della politica, della
religione, del lavoro, della scienza, a tutti e ad ognuno:
·
per
l’immediata applicazione del Trattato di non proliferazione, a partire
dall’Italia e dall’Europa;
·
per
contestare la presenza delle atomiche USA nelle basi militari e nei porti
italiani;
·
per
contrapporre al concetto strategico della NATO la trasformazione degli
armamenti da offensivi a strettamente difensivi
in direzione della Difesa Civile non armata e Nonviolenta;
·
per
l’obiezione di coscienza dei tanti, troppi, scienziati coinvolti nelle ricerche
militari affinché, insieme alle organizzazioni del lavoratori, realizzino la
riconversione dell’industria bellica
·
perché
i rappresentanti di tutte le religioni dichiarino la guerra atomica Tabù
e Peccato, un crimine contro l’umanità come tale assolutamente non
giustificabile.
Il
disarmo nucleare completo, come previsto anch’esso dal Trattato di non
proliferazione, deve essere il primo passo per il disarmo totale.
"NO
ALLA GUERRA NUCLEARE" - insieme per il disarmo
Per
adesioni Alex Zanotelli Alfonso Navarra CELL. 349-5211837 email alfonsonavarra@virgilio.it