Email Angelo Baracca del 20 settembre 2006 (ore 15,30)

 

Disarmo nucleare, riarmo verbale?

 

Care/i tutte/i [ma è proprio appropriato questo care/i, visti i toni?]

    Io in tutta sincerità provo una certa indignazione nel vedere queste
(scusatemi) scontri, polemiche e vere e proprie risse. Cercherò di esprimere
il più sinteticamente possibile il mio punto di vista, MA CHIEDO DI CANCELLARE
IL MIO INDIRIZZO DA QUESTA MAILING LIST: DESIDERO RICEVERE SOLO INFORMAZIONI
CONCRETE SU INIZIATIVE DI UNA VERA CAMPAGNA.
    Già prima del 17 inviai un messaggio per giustificare la mia assenza, ma
insistere sulla necessità di promuovere finalmente UNA CAMPAGNA (anche lì
qualcuno si attaccò alle parole - sul fatto che Zanotelli avesse "lanciato"
l'appello - invece che al richiamo concreto, e già la cosa non mi diceva bene
per l'incontro di Milano). Prima di uscire da questa discussione, voglio
chiedere che la smettiamo tutti con le polemiche, le accuse, le recriminazioni
(cosa che cercai di dire anche al tempo delle polemiche di giugno). Sono ormai
passati 5 mesi da quando Zanotelli ci lanciò un accorato appello per
mobilitarci per il disarmo nucleare: siamo ancora alle polemiche, e non si è
prodotto nulla.  Mi pare che tutti siano arroccati nelle loro iniziative e
organizzazioni specifiche, ma che non si veda l'ombra di una campagna: che
sembra essere vista come qualcosa che mette a rischio queste specificità,
anziché valorizzarle.
   Una CAMPAGNA non significa solo mettere insieme le iniziative che già ci
sono. Significa coordinarsi per sviluppare iniziative nuove e più incisive,
per ampliare valorizzare e collegare quelle che ci sono, per informare e
coinvolgere la gente, persone nuove, a tutti i livelli, arrivare a quelli (e
sono purtroppo la maggioranza) che il rischio nucleare non sanno nemmeno che
esista. Se continuiamo ad alimentare le divisioni e le polemiche, ci terremo le
atomiche per l'eternità! Avevo pensato di far circolare, invece di queste
considerazioni, un finto rapporto intercettato dell'Ambasciata degli USA o
dell'intelligence che informava il Presidente che i pacifisti si sono
incontrati il 17 ma hanno litigato tra loro, non hanno organizzato nulla, per
cui può stare tranquillo che per ora le atomiche possono continuare a rimanere
tranquillamente dove stanno.
   Perchè questa è la realtà. Vogliamo fare un salto di qualità? Vogliamo
raccogliere davvero il richiamo (ma vedo che è una sfida) che ci ha lanciato
Zanotelli per una nuova mobilitazione che dia una spallata alle atomiche di
casa nostra, e sblocchi il processo di disarmo nucleare? La sfida è questa:
mettere da parti particolarismi e polemiche e coordinarsi con la migliore buona
volontà per METTERE IN PIEDI UNA VERA CAMPAGNA.
   Poiché - ripeto - non intendo più ricevere polemiche, rimango in attesa di
messaggi che PROPONGANO, CHE MOBILITINO. Nonché, ovviamente e soprattutto, di
iniziative concrete, sciogliendo anche la nostra fantasia e creatività: su
queste, e non su altro, confermo la mia piena disponibilità

Angelo