Email di Davide Morano
del 20 settembre 2006 (ore 15,50)
Cari/e tutti/e,
Non ho partecipato all'incontro di Milano, ma per l'OFS (Ordine Francescano
Secolare) di cui faccio parte, c'era Attilio Galimberti
che mi ha raccontato la giornata.
Ho letto il comunicato di Alfonso e Massimo e la discussione che ne è scaturita.
Vorrei aggiungere una piccola riflessione.
Intanto non trascurerei il cammino fatto finora che ha portato all'incontro di
Milano. Già questo è in sé un fatto positivo e non scontatato, segno di un movimento reattivo che ha voglia di
dare risposte ai gravi problemi evidenziati dall'appello.
La condivisione degli obiettivi dell'appello ("consenso unanime e convinto
sugli obiettivi" dice il comunicato di Alfonso e
Massimo e non ho motivo di credere che non sia così) è e rimane il punto
fondante, e perdonate la ripetizione, non è cosa da poco visto che la
frammentazione del movimento pacifista-nonviolento ha portato a condividere
pochi obiettivi concreti fino a questo momento.
E' chiaro che essendo solo all'inizio, abbiamo bisogno di conoscerci meglio e
di improntare i nostri rapporti, come la nonviolenza ci insegna,
sulla fiducia verso l'altro: tutti portiamo dentro il desiderio della pace.
Credo che farebbe poca strada una campagna
nonviolenta, se i suoi organizzatori si dimenticassero della dimensione
interpersonale della nonviolenza. Quante ne sono fallite, o hanno avuto, o
hanno scarsi risultati proprio per questa mancanza ?
Venendo ad uno dei punti dibattuti: coordinamento si/no, i rischi che
personalmente vedo in un proseguo dell'iniziativa lasciando
"carta bianca" alle varie associazioni, è che nel giro di qualche
mese, l'appello finisca nel cassetto di qualcuna, o passi in secondo piano
nella strategia di qualcun'altra, se così fosse, vanificheremmo il potenziale
che viene dal mettere insieme le varie forze. Tutte le iniziative e campagna
che portiamo avanti sono importanti, ma credo che questa sul disarmo atomico
sia davvero molto molto
importante e se siamo veramente consapevoli di ciò, dovremmo essere in grado
(tutti) di rivedere le nostre posizioni, rischedulare
le nostre priorità ed entrare nell'ordine di idee che solo dalla condivisione
concreta degli obiettivi dell'appello, potrà venire fuori quella forza che può
penetrare nell'opinione pubblica. Nessuno di noi da solo ha questa forza.
E' vero che esistono altri "contenitori" idonei per una futuro lavoro sugli obiettivi dell'appello, veniva
citata
Nel comunicato si legge che sono già state "discusse e decise le modalità
di un coordinamento iniziale di lavoro", ma da
più mail appare chiaro che da alcuni non sono condivise e da altri non sono
state neanche discusse, domando: è possibile ritornare su questo punto ? O
dobbiamo incominciare a perdere pezzi dopo aver fatto
neanche un metro di strada ?
Sul punto delle adesioni all'iniziativa, è vero che da un lato sembra che le
associazioni citate sottoscrivano il contenuto del comunicato (e personalmente
non vi nascondo di essere stato attraversato da un brivido vedendo l'OFS nella
lista ;-) e che forse era meglio scrivere: "Hanno partecipato" al
posto di "Hanno aderito", visto che l'adesione non la da' la persona,
ma l'associazione dopo averla condivisa al suo interno, ma sinceramente
non credo in una scorrettezza da parte degli estensori del comunicato, quanto a
una svista che non c'è motivo non venga chiarita. Spero che già al prossimo
incontro, possibilmente con gli animi un po' più pacificati e disponibili a venirsi
incontro, tutti questi equivoci potranno essere chariti.
---
Pace e bene,
Davide Morano, OFS
"Se Gesù non fosse vissuto davvero, non saremmo
stati capaci di inventarlo. Nell'insieme coerente dei suoi insegnamenti e della
sua vita, noi troviamo uno smascheramento ed un rifiuto del Sistema del Dominio
che nessun uomo intrappolato nelle sue maglie avrebbe potuto
articolare"
---Walter Wink