Email Loc del 21 settembre 2006 (ore 15,42)

 

disarmo atomico - verso un verbale condiviso 2

 

Riunione del 17 settembre ’06 – associazioni per il disarmo atomico

Verso il verbale condiviso (comunicazione n. 2)

 

Alla lettera già spedita ieri - e riproposta - si aggiungono:

1-     mailing list

2-     comunicato stampa per i siti internet

3-     presa di posizione dei Beati i costruttori di pace contro il “coordinamento”

 

Cari amici,

 

per redigere il verbale della riunione, dopo consultazione con Massimo Aliprandini ed altre telefonate, ribadendo che il comunicato stampa -  diramato doverosamente - non è assolutamente il verbale, abbiamo proposto di adottare un metodo che richiede tempo ma garantira’ una modalita’ partecipata: prima di essere considerata definitiva la bozza verrà sottoposta alla verifica ed all'approvazione dei soggetti e dei gruppi che hanno partecipato all'incontro.

A tale lavoro contribuiranno innanzitutto tutti coloro che hanno avuto un ruolo di coordinatori e facilitatori della discussione del 17-9.

 

Ho gia’ spedito il contributo alla bozza di verbale (vedi file allegato), steso da me e da Aliprandini,  a Giovanni Ciavarella, del MIR, che lo ha esplicitamente approvato via e-mail.

Giovanni si e’ trovato a fare il presidente dell’assemblea all’atto della decisione finale, in cui sono state messe ai voti due proposte alternative, quella di Vignarca e quella di Aliprandini (ha prevalso quest'ultima con 11 voti a favore, 5 contrari, 5 astenuti).

Prima della conta Ciavarella ha chiesto esplicitamente a Vignarca ed Aliprandini:

 

"Considerato che ambedue le proposte (3 coordinatori da parte di Vignarca; 7 da parte di Aliprandini) sono frutto della fretta, quindi improvvisate, carenti, provvisorie, sperimentali.

Per voi si tratta di questione di principio  che passi l'una o l'altra delle due o siete disposti ad accettare il risultato, quale che sia?"

La risposta è stata positiva da ambedue: "- Sì, accettiamo il risultato del voto, nella consapevolezza che non e' dal numero dei coordinatori che dipende il futuro della nostra iniziativa comune".

 

Sull’esito del voto esiste, oltretutto, anche testimonianza scritta del designato alla conta, Antonio Marraffa, dell’associazione Chico Mendes.

 

Mi sia consentito concludere con una osservazione, dopo aver appreso con stupore e rammarico, oggi, che pensare di "coordinarsi" al di fuori delle strutture già esistenti sarebbe di per se’ una "forzatura" tale da pregiudicare il lavoro per la pace ed il disarmo!

 

Mi pare personalmente pazzesco che si sottovaluti l'importanza dell'unità raggiunta sugli obiettivi e sulle cose da fare (viene liquidata come "scontata"!) mentre si accende una discussione - che ritengo del tutto sbagliata ed improduttiva -  con l'obiettivo di sbarrare la strada a "nuovi" coordinamenti!

 

Buon disarmo e buona pace,

 

Alfonso Navarra – NO ALLA GUERRA NUCLEARE

 

PS - si sta lavorando a mettere insieme una mailing list più completa delle associazioni partecipanti ed aderenti)

 

 

 

 

Le associazioni presenti il 17 settembre all’incontro convocato per discutere il lancio di una nuova campagna per il disarmo atomico su basi di nonviolenza attiva (ma non rivolta solo a coloro che si dichiarano nonviolenti):

 

-         preso atto che esiste un consenso unanime e convinto sugli obiettivi indicati nell’appello “FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO”: sensibilizzare la popolazione sul rischio atomico ed ottenere praticamente la liberazione del territorio italiano (ed europeo) dalla presenza di ogni tipo di ordigno nucleare (dissociando l’Italia dal nuclear sharing);

-         consapevoli che esiste l’accordo, oltre che sul cosa ottenere, come risultato pratico di una campagna, anche sul cosa fare nell’immediato (supportare le iniziative in corso, prendere contatti internazionali, coinvolgere nuove forze, costruire appoggio popolare alla mozione Martone come sbocco istituzionale)

-         ringraziati in modo particolare l’Ordine francescano secolare per aver messo a disposizione l’Ufficio di New York ed il Partito Umanista per lo spot televisivo che sta preparando;

-         hanno deciso quanto segue sul coordinamento iniziale che deve facilitare la messa in comune di energie e risorse, con uno spirito di apertura e di ricerca attiva del coinvolgimento di nuove realta’ associative, sia di quelle che godono di un grande radicamento di massa, sia di tutti i gruppi di base territoriali.

 

Il coordinamento per il disarmo atomico, che si riunira’ in forma plenaria ad inizio novembre, e’ facilitato, nella sua attività, da un gruppo di servizio e di propulsione, formato da sette referenti organizzativi (alcune associazioni, GREENPEACE, RETE ITALIANA PER IL DISARMO, PAX CHRISTI, COMITATO VIA LE BOMBE, si sono riservate la decisione sul prendersi o meno l’impegno):

 

1-      CAMPAGNA OSM-DPN –  sede fisica, recapito telefonico e comunicazioni, contatti stampa, coordinamento movimenti nonviolenti secondo le indicazioni dell’incontro di Pisa dell’8 settembre 2006: funzionalizzazione obiezione spese militari, coinvolgimento rete della DPN di base e interventi nonviolenti su Israele e Iran;

2-      RETE ITALIANA DISARMO – contatti e coinvolgimento grandi realta’ associative (con eventuale stesura di un nuovo documento di supporto all’appello “FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO”);

3-      COMITATO VIA LE BOMBE – coordinamento produzione e diffusione materiale audio-video, messa a disposizione del sito per informazioni campagna, prosecuzione iniziativa a supporto della causa civile contro il Governo USA per le bombe atomiche di Aviano;

4-      GREENPEACE (si riserva di accettare) – coordinamento iniziative internazionali, a partire dalle scadenze immediate: incontro di Bordeaux, mobilitazione in occasione del vertice NATO di Riga;

5-      PAX CHRISTI – coordinamento iniziative per pronunciamento Chiese sul “peccato” della minaccia e preparazione dello sterminio atomico;

6-      GAVCI – censimento e coordinamento attività gruppi locali contro basi, porti, infrastrutture nucleari USA e NATO in occasione del convegno del 14 ottobre a Bologna;

7-      NO ALLA GUERRA NUCLEARE (gruppo ex sagge-i): promozione adesioni appello “FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO”, produzione di materiale di documentazione e di contributi propositivi, coinvolgimento di scienziati ed esperti.

 

Le associazioni ed i gruppi sono invitati a raccordarsi con i referenti per contribuire a portare avanti questa fase iniziale del lavoro comune, che è l’avvio di una iniziativa unitaria e della messa insieme di risorse, scadenze e strumenti.

La “campagna”  in senso proprio verrà definita e lanciata con l’incontro di novembre (data e luogo da confermare: 5 novembre a Bologna).

Ogni referente, nel frattempo, avra’ la possibilita’ di utilizzare, nel proprio lavoro, la sigla: COORDINAMENTO PER IL DISARMO ATOMICO”.

 

 

 

Ad uso dei siti internet e’ stato predisposto il seguente “comunicato stampa”, che dà un resoconto sintetico dei risultati della riunione (utile per i gruppi che se ne sono andati prima della votazione e, a maggior ragione, per i gruppi aderenti all’appello non presenti):

 

Comunicato stampa – Milano 18 settembre 2006

UNA NUOVA INIZIATIVA UNITARIA SUL DISARMO ATOMICO

Sulla base di un appello lanciato da Padre Alex Zanotelli

Parte da Milano il 17 settembre 2006 (l’incontro si è tenuto alla Casa per la Pace della Provincia)

Si è tenuta il 17 settembre a Milano, presso la casa per la Pace della Provincia (via Ulisse Dini, 7), la riunione delle associazioni convocate per discutere il lancio di una nuova campagna per il disarmo atomico su basi di nonviolenza attiva.

La riunione ha registrato un consenso unanime e convinto sugli obiettivi indicati nell’appello “FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO” (circa 500 firme, primo firmatario Alex Zanotelli): sensibilizzare la popolazione sul rischio guerra nucleare ed ottenere la liberazione del territorio italiano (ed europeo) dalla presenza di ogni tipo di ordigno nucleare (dissociando l’Italia dal “nuclear sharing” della NATO).

Si è altresì concordato sul cosa fare nell’immediato: supportare le iniziative antinucleari in corso, prendere contatti internazionali, coinvolgere nuove forze, costruire appoggio popolare alle iniziative istituzionali (ad es. mozione Martone al Senato) che recepiscono i contenuti del movimento.

Si sono anche discusse e decise le modalità di un coordinamento iniziale di lavoro che deve facilitare la messa in comune di energie e di risorse, con uno spirito di apertura e di ricerca attiva nel coinvolgimento di nuove realtà associative.

Partita l’iniziativa antinucleare comune, la “campagna” in senso proprio ed effettivo verrà definita e lanciata con un nuovo incontro previsto ad inizio novembre.

L'elenco che segue comprende sia le associazioni che hanno partecipato alla riunione, sia le associazioni che, pur non partecipando, hanno aderito all'appello:

Campagna OSM-DPN, Greenpeace, Ldu, Loc, Berretti Bianchi, Comitato Solidarietà al nonviolento Turi Vaccaro, Mir, Fucina della nonviolenza, Movimento Nonviolento, Centro studi difesa civile, Rete per il Disarmo,  Pax Christi, Assopace, Gavci, Centro Gandhi Pisa, No alla guerra nucleare, Bastaguerra, Kronos Pro Natura, Cooperativa Studio 3R, Partito Umanista, Associazione Chico Mendes, Tavola Pace e della Cooperazione di Pontedera, Tavola della Pace Friuli Venezia Giulia, Tenda della Pace Bellusco, Coordinamento Nord-Sud, Centro Studi Sereno Regis, Associazione culturale Punto Rosso, Ordine Francescano Secolare, Rivista “Il Provinciale”, Rivista “Poliscritture”, Associazione Umanista Mondo senza Guerre, Conferenza Istituti Missionari in Italia, Associazione Nuova Realtà, Associazione Culturale Mediterranea, Reporter Associati, Comitato Pace e Disarmo Napoli, Centro Siciliano di documentazione Peppino Impastato, Guerra e Pace, Comitato Sardo Gettiamo le Basi, Mediterraneoforpeace,  Comitato Fermiamo la Guerra,

 

Info: Campagna di obiezione di coscienza alle spese militari per la Difesa popolare nonviolenta

Massimo Aliprandini tel. 02-5810.5815

Gruppo di lavoro “NO ALLA GUERRA NUCLEARE” (Alfonso Navarra cell. 349-5211837)

 

Sembra altresi’ utile, per completezza di informazione, riportare la seguente presa di posizione di Tiziano Tissino, a nome dei “Beati i costruttori di Pace, che, dopo l’incontro, non ritenendo utile un “nuovo coordinamento”,  hanno rimarcato una presa di distanza ed un distinguo politico, annunciando, in sostanza, di voler lavorare ad un altro percorso:

 

Tiziano Tissino scrive (19/09/2006):

 

Immagino che chi non c'era sia come minimo perplesso dalle nostre reazioni: ma come, a sentire Alfonso (Navarra), l'incontro si è tenuto in un clima idilliaco, tutti erano d'accordo sul cosa e sul come... e poi qualcuno si mette a contestare non si sa bene perché.

Il punto è che l'incontro è stato tutt'altro che idilliaco: si è invece manifestata una divisione molto netta, che ore ed ore di discussione non sono riuscite a ricomporre.

Se è vero che c'è stato un consenso di massima sugli obiettivi (ci mancava solo che non fossimo d'accordo neanche su quelli...), nel corso della giornata si sono contrapposte due visioni molto diverse rispetto ai metodi. Da un lato, i rappresentanti di 'Beati i Costruttori di Pace', Greenpeace, Pax Christi, MIR, Rete Disarmo, hanno espresso chiaramente l'indicazione di NON costituire nuove strutture, coordinamenti o campagne, ma di lavorare sulle campagne ed iniziative esistenti, potenziando ed ampliando quelle, anche perché ci sono già altri "contenitori", cui i gruppi che lavorano sul disarmo nucleare potrebbero fare riferimento, senza bisogno di crearli ad hoc: ad
esempio, la Rete Disarmo, nata non più tardi di due anni fa, e alla quale gran parte delle sigle ieri rappresentate già fanno riferimento.

A questa visione, si è contrapposta quella di alcune persone (in particolare Aliprandini) che vedevano come indispensabile la creazione di un coordinamento ad hoc. Io (e non sono il solo), in tutta sincerità, non sono riuscito a capire in cosa consistesse la necessità di costituire a tutti i costi questo coordinamento.

Comunque, nonostante le evidenti difficoltà ad ottenere un consenso intorno all'idea del coordinamento, Aliprandini & C. non hanno ceduto di un millimetro dalle loro posizioni, finché, dopo una estenuante ed inutile ricerca di un punto di mediazione, a tempo ormai scaduto, quando buona parte dei partecipanti all'incontro se ne era già andata, la proposta di costituire un coordinamento è stata messa ai voti ed è passata "a minoranza" …


Non c'è stato neanche modo di decidere in maniera consensuale chi avrebbe fatto parte di tale coordinamento: Aliprandini, che presiedeva la seduta e che aveva proposto la mozione, ha indicato una serie di persone/realtà associative che sarebbero state cooptate nel coordinamento ma, a parte il fatto che su questo non si è votato, molte di queste persone/realtà non erano presenti, ed anche i presenti si sono riservati di accettare, dopo aver sentito le relative associazioni di riferimento.

Ora, la spaccatura sulla questione "coordinamento sì / coordinamento no" è tutt'altro che una questione di lana caprina: mettere insieme associazioni diverse, con diverse metodologie di lavoro e diversi percorsi culturali, non è un'operazione semplice e richiede il suo tempo. L'esperienza dimostra che è lavorando insieme su progetti concreti, che si sviluppa la conoscenza e la contaminazione reciproca, e diventa poi più facile trovare forme di coordinamento leggero.

Voler invece forzare a tutti i costi la costruzione di un coordinamento non accelera affatto i tempi, ma al contrario crea più problemi di quanti ne risolva, perché comporta un drenaggio enorme di risorse (in termini di tempo, denaro, ed energie psico-fisiche). Per molti gruppi, basati sul volontariato, reggere lo sforzo di un coordinamento è un'impresa titanica, e rischia di essere vissuto come l'imposizione di un ulteriore fardello in grado di far schiattare il gruppo stesso. E se anche ci fossero realtà che hanno risorse a disposizione, queste sarebbero senz'altro meglio investite se indirizzate su iniziative già consolidate.

Ora, io non pretendo che ci sia l'unanimità con il nostro punto di vista, però su una cosa mi pare che dovremmo essere tutti d'accordo: ed è l'ammissione che questo contrasto esiste. Su questo, vorrei capire come la pensano Navarra ed Aliprandini: davvero sono convinti che tutti, domenica, fossero sostanzialmente d'accordo con le decisioni prese all'ultimo minuto? Se è così, abbiamo visto due film diversi...

Se invece si rendono conto della frattura, perché cercare di nasconderla così platealmente? Pensano forse di fare un bel servizio al movimento, in questo modo? Perché continuare ad andare avanti in questa impresa a forza di forzature, come più volte siamo stati costretti a denunciare nei mesi scorsi?


Mailing list (aperta alle integrazioni) delle associazioni per il disarmo atomico – sulla base dell’appello di Appello di Alex Zanotelli  e della volontà di “mettere insieme le forze” scaturita dall’incontro del 17-9-06

 

compax@inwind.it; nemeli@tiscali.it; alberto.buccino@gmail.com; lisafellin@yahoo.it; milano@greenpeace.it; p.calonaci@hotmail.com; p.u@libero.it; camillo.par@alice.it; jazzsuite@libero.it; alessandro.rizzo@email.it; pezzoforte@gmail.com; alfonsonavarra@virgilio.it; giancarlomonticelli@gmail.com; tcardosi@tiscali.it; aliprandini@inwind.it; attiliog@gleason.it; ennioabate@alice.it; riccardobovolenta@alice.it; anna.polo@fastwebnet.it; rsolmi@tin.it; effe.elle@fastwebnet.it; paolo.spunta@gmx.net; fumagena@yahoo.it; micra@libero.it; carlabiavati@interfree.it; scudiero.giovanni@consolata.net; alessandrobonelli@hotmail.com; ileana.prezioso@tiscali.it; ferdivu@tiscali.it; lucipaz@libero.it; angelicaromano@tiscali.it; desacarmela@libero.it; info@quiproquo.it; grilletta89@yaho.it; elisabetta@fastwebnet.it; g.providenti@yahoo.it; pignattimora@unisi.it; massimo.pilati@virgilio.it; oranom@gmail.com; berrettibianchi@virgilio.it; gavci@iperbole.bologna.it; locosm@tin.it; clany@clany.it; paolocand@libero.it; l.appiano@tiscalinet.it; ponaca@interfree.it; vittoriopallotti@libero.it; alex.colantonio@tiscali.it; a.vermigli@rrrquarrata.it; p_calonaci@hotmail.com; anbamed@katamail.com; paoloeilaria@aliceposta.it; nellagin@fastwebnet.it; giuseppe.onufrio@it.greenpeace.org; ch.cavallaro@virgilio.it;  letardi@icmm.ge.cnr.it; giannini2000@libero.it; roccoaltieri@interfree.it; a.marescotti@peacelink.it; tavolapace_pevera@hotmail.com; kronospn@tisali.it; studio3r@hotmail.com; luigi.malabarba@senato.it; antonella@censurati.it; silviaterribili@hotmail.com; davide.morano@poste.it; csdgi@tin.it; guerrepace@mclink.it; caomar@tiscali.it; patrizia.creati@virgilio.it; info@mediterraneoforpeace.it red@ilprovinciale.net;