Email di Alessandro Capuzzo del 21 settembre 2006 (ore 17,09)

 

Porti nucleari, e verso un verbale condiviso

 

Ho piacere di informare gli interessati delle ultime novità sul Porto nucleare di Trieste, riguardanti i Piani di protezione civile, con il comunicato allegato qui sotto.
Per quanto riguarda le polemiche apertesi nel post incontro di Milano, devo dire che a un certo punto la piega che stava prendendo la discussione (erano le 3-3 e mezza) cominciava a non interessarmi più, e vista la distanza da Trieste nonché la stanchezza della levataccia, ho salutato tutti e me ne sono andato tranquillamente.
Non ho argomenti sufficienti per prendere una posizione o l'altra, vorrei però che non si desse per scontata l'adesione della Tavola della pace del Friuli Venezia Giulia, che rappresento ma che non è coinvolta in quanto tale nel coordinamento.
Ciao, Alessandro Capuzzo
 
 Tavola della Pace del Friuli Venezia Giulia, sede di Trieste
via Valdirivo 30 - tel. 338 1652364, email - compax@inwind.it

Trieste, 20 settembre 2006
SUI PORTI NUCLEARI DI TRIESTE, KOPER / CAPODISTRIA E VENEZIA

Si dà notizia della comunicazione pervenuta dalla Prefettura di Trieste in merito ai Piani di protezione civile in caso di incidente nucleare al porto di Trieste e al porto Sloveno di Koper/Capodistria. Si aggiungono informazioni di fonte ufficiale relative al traffico nucleare nel porto di Venezia.
 
La lettera della Prefettura di Trieste alla Tavola della Pace del Friuli Venezia Giulia comunica in risposta ad altra nota, che il NUOVO piano di emergenza per la sosta in rada nel porto di Trieste di navi e sottomarini militari a propulsione nucleare, è stato trasmesso all'A.P.A.T. come previsto dal D.L.vo n. 230/95 e appena restituito sarà formalmente approvato. Per quanto riguarda le conseguenze di eventuali incidenti nucleari nella Repubblica di Slovenia, relative alla questione posta in merito allo scalo di naviglio del genere al porto di Koper/Capodistria, le stesse verranno valutate a livello nazionale ed analogamente verrà gestita anche una emergenza eventuale.

A commento della lettera si rimarca che la legge e le direttive europee impongono la divulgazione al pubblico dei Piani di protezione civile, coperti finora da segreto militare. I nuovi Piani in gestazione sono stati chiesti dai Cittadini dopo seri incidenti avvenuti in vari Porti, e sono stati imposti dall'Unione Europea con Procedura d'infrazione contro l'Italia. Per la prima volta dall'ingresso Sloveno nella Nato e nell'UE, viene riconosciuta implicitamente l'esistenza di rischio a Koper/Capodistria come a Trieste.

Il Porto di Venezia secondo informazioni reperite dall'on. Cacciari fa ancora parte dei "porti nucleari" in assenza di divieto di legge, anche se le dimensioni sconsigliano l'ormeggio di grande naviglio nucleare e le norme di sicurezza imporrebbero di entrare solo a forza elettrica, con possibile pregiudizio per il funzionamento dei reattori. Esiste anche l'obbligo di autorizzazione degli Enti ministeriali e locali competenti. Per la Capitaneria di Porto 10 e 20 anni fa due mezzi nucleari sono stati ormeggiati al largo e assistiti con navette; l'Autorità portuale rimarca la proibizione del traffico di materiali ferrosi extra Cee radioattivi.

Da notare che nessuno per Trieste Koper/Capodistria e Venezia parla di rischio da presenza eventuale di Armi di Distruzione di Massa a bordo di navi e sottomarini. L'Italia aderisce al Trattato di non proliferazione nucleare e il nuovo Statuto regionale sostiene i processi di "moratoria internazionale", cioè abolizione degli ordigni A.D.M. citati, la cui possibile presenza è coperta ovviamente dal segreto.

Silvia Altran, Alessandro Capuzzo, Lorenzo Croattini, Alessandro De Paoli