Email Paolo Candelari (MIR)
del 22 settembre 2006 (ore 18,01)
No, proprio non ci siamo!
E' questo, sinteticamente, il mio commento all'ondata di mail
giuntemi
in questi giorni sull'avvio della campagna e qui il primo intoppo: non
mi è più chiaro per cosa e se ha già un nome.
Sono pienamente d'accordo con quanto scritto da Angelo Baracca, ripreso
da Alberto L’Abate.
Così non si va da nessuna parte.
Ora non mi interessa e credo neanche ai miei
interlocutori ripercorrere
minuto x minuto quanto successo dall'appello di Zanotelli ad oggi:
vorrei solo sintetizzare la mia posizione personale che proporrò al
consiglio nazionale mir domani.
Come Mir abbiamo dato da subito la nostra adesione all'appello lanciato
da Zanotelli ad aprile, e da subito ci siamo dichiarati disponibili a
fare la nostra parte, avvertendo però, che le forze e le risorse a
nostra disposizione sono molto limitate.
Ora io credo che una iniziativa comune di tutta l'area
nonviolenta per
il disarmo nucleare sarebbe quanto mai utile, anche perché
sull'argomento c'è un'irresponsabile incoscienza da parte dell'opinione
pubblica; e poi potrebbe essere una buona occasione per riprendere un
percorso di azione comune tra movimenti che spesso procedono nella
stessa direzione ma senza incontrarsi.
Per me questa iniziativa deve assumere le caratteristiche di una
campagna nonviolenta, definendo un obiettivo circoscritto, delle azione
da fare in progressione e verificandone il risultato.
Di questo pensavo si parlasse domenica scorsa a Milano. Del resto la
parte teorica, l'appello, c'è, i movimenti dovevano
mettere in piedi la
parte pratica.
Da ciò per me discende che
1) prima definiamo obiettivi e modalità di procedere,
definiamo il
cartello di associazioni promotrici, poi è giocoforza che ci dovrà
essere un coordinamento, con persone che fisicamente si prendono degli
impegni; prima decidiamo cosa e come fare, poi definiremo le strutture,
fare prima il coordinamento per fare non si sa bene cosa mi sembra
mettere il proverbiale carro davanti ai buoi; d'altra parte pensare di
fare una campagna senza qualcuno che la coordini mi sembra assurdo
2) se lanciamo una campagna è perché riteniamo sia utile una nuova
iniziativa, sia necessario fare qualcosa che ora non stiamo facendo,
non può essere una campagna- contenitore di iniziative già in corso, se
così fosse avrebbe ragione chi dice rafforziamo quelle, in alcune delle
quali il mir è già attivamente impegnato (v. reteccp)
3) questa campagna , secondo me, dovrebbe porsi l'obiettivo
"limitato", si fa per dire, di "liberare" l'Italia dalle
armi atomiche;
porsi l'obiettivo di arrivare ad un mondo senza armi né guerre è
l'obiettivo per cui i nostri movimenti esistono, una campagna è qualcosa
di + limitato
E' sottinteso che la condizione fondamentale perché qualcosa del genere
prenda il volo è che.. ci crediamo veramente. Sento infatti
e leggo che
alcuni mettono in dubbio che una campagna del genere possa avere un
seguito, che forse ci sono cose + urgenti da fare ecc.
Qui si tratta di mettersi la mano sulla coscienza e fare un esame
spassionato ed onesto della situazione. Nulla toglie che si giunga
alla
conclusione che tutto si limiti a diffondere l'appello già elaborato,
raccogliere un po' di firme fare qualche conferenza. Tutto ciò non è una
campagna.
Se però ci crediamo, riteniamo che questa sia una forte urgenza, che
attorno a questa campagna si possano aggregare forze e gruppi diversi,
ci buttiamo in questa anima e corpo, ma ripeto, purché ne siamo convinti
Vista la situazione in cui siamo io temo che la campagna sia già morta
prima di nascere, ma siccome ho fiducia che con la buona volontà si
possano superare tutti i problemi spero ci si possa rimettere sui binari
giusti.
In concreto se di qui a novembre si imbocca questa fase preparatoria il
Mir è disponibile a fare la sua parte, a fare delle proposte concrete, a
trovare gente e sedi disposte a lavorare su questo, altrimenti penso non
abbiamo né le risorse né il tempo né la voglia di impelagarci in
discussioni infinite.
Mi dispiace che il movimento nonviolento abbia già alzato le mani,
invitando anche altre associazioni a ritirarsi; soprattutto mettere
l'iniziativa del loro seminario in contrapposizione alla preparazione
della campagna non aiuta certo a creare un clima + sereno e
collaborativo.
Può darsi che tra un mese anch'io giunga alla stessa
conclusione, ma
quanto meno ci provo.
Ripeto e sottolineo che queste sono mie impressioni personali, la
posizione "ufficiale" del Mir la definiremo dopodomani.
Va da se che comunque vada a finire, proseguiremo nella strada nostra di
sempre (questa è invece una posizione ufficiale) di cercare la
collaborazione con altre associazioni e movimenti nonviolenti, non
faremo mancare la nostra opinione e il nostro contributo alle varie
occasioni di dibattito che si presenteranno in futuro, e saremo
disponibili a iniziative che vadano nel senso dell'alternativa
nonviolenta alla guerra, con l'unico ma drastico limite, delle nostre
forze fisiche.
D'altra parte ricordo che il nostro movimento è già da tempo e in prima
persona impegnato nella costruzione della rete dei ccp sostiene la rete
controlarms è impegnato in una campagna decennale per l'educazione alla
nonviolenza, e altro ancora
Pace Forza Gioia
Paolo Candelari