Articolo sulla cronaca di Milano del Manifesto (20/9/06), a firma di Alessandro Rizzo
Pace - Per il disarmo atomico
Si parte, ma si parte in un percorso che è stato ottenuto con diversi
interventi, punti di vista, confronto politico: la campagna per il disarmo
atomico, sulla base dell'appello di Alex Zanotelli
"Fermiamo chi scherza con il fuoco atomico", sottoscritto attualmente
da oltre 500 firmatari, ha dato i suoi primi segnali organizzativi, a Milano,
alla casa della Pace istituita dalla Provincia.
Alla presenza di un numero discreto di associazioni
e movimenti impegnati sul tema dell'obiezione alle spese militari, della
nonviolenza e della difesa popolare nonviolenta, provenienti da tutta Italia -
da Milano avevamo
L'appello di Alex zanotelli invita a dare
forma a una campagna per il disarmo, necessaria quanto forte è ancora il
ricordo dei crimini nucleari su Hiroshima e Nagasaki, ripreso in un filmato
proiettato durante l'assemblea, "Le gru di Sadako - l'umanità contro
l'atomica".
Bisogna informare la cittadinanza della presenza di ordigni
nucleari sul territorio italiano, oltre che europeo, opponendosi al permanente
rischio per l'umanità.
Durante l'assemblea vi è stata l'unanime condivisione dell'obiettivo
specifico su cui lavorare: il disarmo nucleare.
In primo luogo si è avvertita la necessità di costruire un raccordo
con realtà di reti internazionali per il disarmo atomico, reti che si oppongono
al "nuclear sharing", ossia il fatto che anche se non nucleari alcuni
paesi aderenti al Patto Atlantico possano comunque
godere della protezione dell'ombrello nucleare dell'Alleanza, nonché alla
presenza di armi nucleari sul territorio italiano, oltre che europeo.
Il Belgio ha già fatto un passo in avanti, abolendo
ogni ordigno nucleare: in Italia, il passo parlamentare è lontano.
Il lavoro incomincia, a partire dai territori
e da un coordinamento di realtà che, mettendo insieme obiettivi e intenti
comuni sulla campagna, possano declinare sui territori, quindi anche a Milano,
le proprie attività di informazione e di controinformazione e di
sensibilizzazione delle coscienze che possano rendersi conto dell'esigenza di
richiedere a gran voce la fine di ogni proliferazione di armi nucleari.