2. EDITORIALE. CONTRO IL NUCLEARE
Già Albert Einstein e Bertrand Russell seppero porre la richiesta secca:
salvare l'umanità, ripudiare l'atomica.
Già Mohandas Gandhi seppe chiarire che dopo Hiroshima l'alternativa
era
ancora più secca: o la nonviolenza, o la distruzione dell'umanità.
Già Guenther Anders seppe
dire questa verità estrema e ineludibile: la
sola esistenza dell'arma atomica e' già antiumana.
Già in molte e molti nelle vive lotte degli anni '70 e '
sapemmo dire che il nucleare tutto - militare e civile
- è una minaccia
inaccettabile, un pericolo immenso per l'umanità intera.
Le varie iniziative (come quella della causa civile promossa da pacifiste e
pacifisti contro le atomiche ad Aviano), i vari
appelli di questi mesi (come
quello promosso da padre Zanotelli) confermano in varie forme e con varie
accentuazioni un'esigenza, un'urgenza assoluta: occorre il disarmo, occorre
la smilitarizzazione dei conflitti, occorre cessare di costruire le armi -
non solo quelle atomiche - e smantellare gli arsenali esistenti; ma occorre
anche - aggiungiamo - cessare di costruire anche gli impianti atomici
"civili" e smantellare quelli esistenti.
Occorre la scelta della nonviolenza: come base e criterio della politica
internazionale (che e' oggi la politica tout court),
come principio
giuriscostituente.
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Questo intervento è stato tratto da:
Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro
di ricerca per la
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Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 1445 dell’11 ottobre 2006
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