Coordinamento
Politico Campagna OSM/DPN (Bologna, 15.10.2006)
(verbale/sintesi redatta in
collaborazione tra
Presenti:
In
qualità di osservatori, sono presenti inoltre Turi Vaccaro
e Francesco Lo Cascio (MIR)
L’incontro viene preceduto da una discussione, presente Maria Carla Biavati (Berretti
Bianchi), incentrata sulla posizione da prendere mercoledì
Massimo
e Maria Carla informano il C.P. della situazione e, in particolare, del
progetto di Davide Berruti (Centro Studi Difesa
Civile) di inviare 30 osservatori in Libano.
Angelo G.: Buona regola è andare come CCP solo se almeno uno ci
chiama. C’è differenza tra CCP e cooperazione. I CCP non fanno aiuti umanitari.
Dove ci sono i militari noi non dobbiamo andare.
M.Carla B.: I militari hanno un mandato a termine. I CCP devono
lavorare con la popolazione civile. Non devono essere in rapporto diretto con i
militari.
Max: (I CCP ?)
devono fare 4 cose: 1) Stimolo dei
negoziati
2)
Entrare nei negoziati
3)
…???...
4)
Entrare in un microprogetto
Maria Carla: Un CCP va ad essere strumento non soggetto per
costruire
Alfonso N.: Bisogna fare diplomazia prima di andare
M. Carla: Sono per il dialogo ma Berruti
non deve chiamarsi CCP ma SCivilista
Max: Troisi come fa a parlare di
CCP? Berruti ha bazzicato nell’ambiente. Chi ha gli
agganci giusti… Alberti (Un Ponte per…) ha detto che
può durare 2 anni. La Sentinelli ha detto sì a Berruti così potranno dire che in Libano ci sono anche i
CCP. L’incontro di Roma di mercoledì è delicato…
Angelo G.: Sbagliano a non dire che invece di CCP si può parlare
di intervento in zone di conflitto o “democrazia popolare” o di “educazione
alla pace ed alla nonviolenza”. Parliamo di intervento civile in luoghi di
conflitto.
I CCP non hanno gestione gerarchica ma, essendo
nonviolenti, hanno il sistema del consenso. Il CCP è uno strumento della
società civile (pur lavorando con le istituzioni). E’ altro rispetto ad altre
cose. Il progetto Berruti può essere finanziato ma
non come CCP. Il CCP deve essere indipendente dai militari, non può essere una
compensazione rispetto all’invio dei militari.
Francesco Lo Cascio (MIR):
Come mettiamo assieme i vari livelli? Come Mir siamo
stati sul posto. Diciamo loro (a Berruti) di cambiare
nome ma mica lo faranno! Noi abbiamo dei contatti da poter offrire.
Luciano S.: Non andrei mai dove c’è l’esercito.
Esaurito
il dibattito sui Corpi Civili di Pace, si passa ai punti all’ordine del
giorno decidendo, consensualmente, di
affrontarli complessivamente: Disarmo Atomico, Incontri con i
parlamentari e proposte di legge (Opzione Fiscale - Ministero della Pace),
Rapporti con il movimento pacifista e nonviolento, Eventuale incontro su
aumento spese militari del governo Prodi, Formiche di Pace e gruppi di lavoro,
Andamento della Campagna 2006.
L’incontro si apre con un intervento di
Massimo
chiede, di fronte a tutto questo, che area di riferimento scegliamo come
Campagna? Antimilitarista/nonviolenta? Quali metodologie intendiamo usare? Come
intendiamo rapportarci con i diversi pezzi del Movimento contro la guerra?
Proseguiamo
nella direzione imboccata da un paio d’anni di “star dietro a tutti” o ci
concentriamo sulla nostra Campagna e sui nostri obiettivi politici, aggregando chi
ci sta? In ogni caso, aggiunge Massimo, dobbiamo darci un termine (fino a
quando?) e verificare i risultati ottenuti.
Dall’introduzione di Massimo si sviluppa il dibattito da cui emergono
varie posizioni:
-
perché affrontare
separatamente il discorso “disarmo nucleare”? Noi siamo contro tutti gli
armamenti (
-
mi pare che i
toni del dibattito che ha preceduto il CP e l’introduzione di Massimo
giustifichino i dubbi che avevo espresso partecipando alla riunione RID del 7
ottobre: contrariamente a Claudio, non sapevo se potevo esprimermi anche a nome
della Campagna OSM/DPN o no… Personalmente sono infatti convinto che non ci sia
alternativa possibile alla direzione imboccata da alcuni anni: solo il
confronto e il dialogo costante con gli altri pezzi del Movimento contro la
guerra ci può consentire di sviluppare il nostro percorso politico e di individuare
le sintesi possibili. Gli altri non sono “avversari” ma persone e
organizzazioni che – come noi, seppure con iniziative, accentuazioni e
sensibilità diverse – stanno cercando di costruire
-
occorre prendere
posizione sulla questione del nucleare “coreano”, considerando anche il
comunicato della RID (Angelo
G.)
-
ho evitato
intenzionalmente di intervenire sul comunicato della RID perché non lo ritengo
un gruppo che mi rappresenta visto che non ci passa informazioni importanti
come quella dell’imminente incontro di Roma (18 ottobre) sui Corpi Civili di
Pace in Libano (
-
a Cattolica
(assemblea nazionale OSM) avevamo deciso di partire con l’osservatorio sulla
DPN: dov’è finito? (Angelo G.)
-
dobbiamo ripartire
da dove eravamo rimasti, come CP: dal 18 giugno, quando ci eravamo incontrati
in un clima tranquillo, prima delle “bufere estive”. Dopo quel CP Massimo ed io
avevamo scritto due risoluzioni: sul disarmo atomico e sulla questione Ferrero. Ora si tratta di rendicontare quanto è stato fatto
a seguito delle due risoluzioni (Alfonso N.)
-
non dobbiamo
correre dietro agli altri carri. Innanzitutto dobbiamo chiederci: cosa vogliamo
noi? Dopodiché ci confrontiamo con gli altri sul “fare” (Francesco Lo Cascio)
-
il nostro
problema è di non chiamare la guerra “pace”. Abbiamo il dovere di dire la
nostra posizione. Sono d’accordo che il Libano sia altra cosa rispetto all’Iraq
o all’Afghanistan ma non mi importa nulla. La Campagna può essere ancora una
proposta forte. Non siamo “antimilitaristi” ma alter-militaristi,
alternativi ai militari: altri hanno fatto scelte diverse. Ci vuole chiarezza (Angelo
G.)
Accettando
una mozione d’ordine di Alfonso, si decide di partire dalle risoluzioni del
precedente CP, innestando poi su queste il dibattito generale e le proposte
operative.
La Campagna sul disarmo nucleare
Alfonso
N.: nell’ultimo CP, rifacendoci
alle mozioni di Cattolica, avevamo affrontato il tema del disarmo atomico
recependo poi quanto emerso in due risoluzioni. L’auspicata, nuova Campagna sul
Disarmo Atomico (vedi decisioni di Roma del 18 maggio) doveva marciare su due
gambe: il lavoro dei “saggi” coordinati da Alfonso e quello delle associazioni
coordinate da Francesco Vignarca. La risoluzione del nostro CP riprendeva,
condividendolo, il documento “Fermiamo chi scherza col fuoco atomico” in cui
c’erano tre elementi: la minaccia nucleare da disinnescare, la necessità di un
nuovo modello di difesa (la DPN) e la questione dei Corpi Civili di Pace. Lo
stesso documento su cui si basava la nostra risoluzione è stato portato a Pisa
da Alex Zanotelli, al Convegno di Satyagraha. Dopo un duro dibattito estivo via
mail è intervenuta l’assemblea di Milano del 17 settembre che, nelle more
dell’indisponibilità estiva di Vignarca (per problemi personali) è stata
organizzata da Massimo e da Alfonso (cercando anche di recuperare il ritardo
accumulato sulla tabella di marcia iniziale che la prevedeva a metà giugno).
L’assemblea di Milano, partecipata da una quarantina di persone in rappresentanza
di una trentina di organizzazioni, si è svolta in un clima complessivamente
positivo e – dopo le presentazioni e il dibattito generale del mattino - è
proseguita formando due gruppi di lavoro: sul lavoro politico, per condividere
obiettivi e percorsi, e sulla struttura organizzativa. Il programma di lavoro è
stato approvato consensualmente mentre la struttura organizzativa ha richiesto
un voto finale che – a maggioranza – ha deciso di formare un coordinamento
rappresentativo di più realtà (siti nucleari, ambientalismo,
sindaci contro il nucleare, rapporti con le chiese…) con sede presso la LOC di
Milano. In quella stessa sede si era anche previsto un successivo appuntamento
di verifica/allargamento/delibera iniziative per il 5 novembre. Il conflitto
già emerso in estate è poi riesploso sul comunicato
stampa finale diffuso da Massimo e Alfonso e contestato da Tiziano Tissino,
Alex
Zanotelli rimane la “faccia pubblica” della futura Campagna, facendosene
portavoce in sede di conferenze stampa ecc.
Alfonso
è d’accordo che la RID si attivi, purchè accetti di
essere integrata da tutti i soggetti interessati e che questi rimangano liberi
di coinvolgere altri, sviluppando rapporti come quelli che hanno consentito la
presenza a Bologna dei Comitati locali della Maddalena ecc. Altrettanto
condivide l’opportunità di un portavoce della Campagna OSM/DPN nel gruppo di
lavoro RID sul disarmo nucleare, diverso da lui, per facilitare il rapporto in
questo momento di tensione.
Claudio
P. riferisce quanto emerso dall’Assemblea RID del 7
ottobre, a Roma, al quale ha partecipato – a nome della Campagna OSM/DPN – con
Lorenzo Scaramellini. Il nostro atteggiamento nel corso dell’intera giornata si
è mantenuto sul piano del costante spirito costruttivo. Ciononostante abbiamo
osservato alcuni segnali di insofferenza nei confronti della Campagna OSM/DPN:
già al mattino, quando
Il dibattito successivo, torna su aspetti di carattere generale oltre che riferiti allo specifico del disarmo nucleare.
Per
quanto riguarda poi la Campagna sul nucleare, ringrazio Alfonso per aver
ricordato che l’appello iniziale e la nostra risoluzione facevano espliciti
riferimenti al modello di difesa e ai Corpi Civili di Pace: due aspetti che, ho
l’impressione, si stiano un po’ perdendo nella progettazione della Campagna e
che starà a noi richiamare con forza.
Un’altra
osservazione sull’unione e sulla forza popolare a cui facciamo appello sui
nostri documenti (e Alfonso in particolare): ma dietro di noi chi c’è? Di chi
siamo rappresentativi? Forse di 10/20 persone, in media! E allora attenzione a
fare questi discorsi, a richiamarci alla società civile e, contemporaneamente,
a rifiutare il dialogo costante, a non ricercare ostinatamente tutte le
possibilità di lavoro con le sue aggregazioni (tutte le organizzazioni sul
territorio, in qualche modo): è una contraddizione stridente!
E
infine, quando Massimo chiede “fino a quando vogliamo attendere?” io dico che
non deve trattarsi di attendismo: noi stiamo ovunque sia possibile (RID ma non
solo), perchè ci interessa tenere e sviluppare rapporti con altri ritenendola
l’unica possibilità per cambiare le cose procedendo (anche) verso i nostri
obiettivi.
Lina A: ringrazia Claudio per l’aggiornamento del sito OSM-DPN
e per la visibilità che
In merito
al dibattito sul rapporto con altri gruppi pacifisti e in particolare con la
RID: sottolineo che la portata del contenuto (il disarmo atomico) è talmente
alto che “da solo” dovrebbe richiamare ognuna/o a modalità relazionali di
cooperazione. Tuttavia non potendo ignorare le fratture creatasi tra alcuni
esponenti della RID ed altri della Campagna OSM-DPN, suggerisco di rifiutare
atteggiamenti rigidi di contrapposizioni, quali il rifiuto di avere
Apprezzo
la riflessione di Angelo quando a proposito dell’antimilitarismo introduce il
concetto di “altro” militarismo. Penso che l’accento vada messo non tanto sulla
differenza semantica quanto sul suo contenuto operativo. La possibilità di
sostenere i CCP favorendo la formazione e il finanzimento
sin d’ora, a partire da questo governo e dalla sua politica estera di
mediazione dei conflitti bellici attraverso i militari, attualmente gli unici
addestrati nella difesa della popolazione civile (vedi intervento in Libano).
Da questo punto di vista
Angelo G. dice di condividere alcuni passaggi dell’intervento
di Lorenzo ma nella chiarezza: ad esempio sui processi di transarmo
che devono svilupparsi senza confondere i due modelli di difesa (armata e non
armata) che devono restare nettamente separati nella loro operatività, anche
nella fase intermedia, di passaggio tra l’una e l’altra.
Quanto
al Libano, Angelo propone di assumere anche il punto di vista delle vittime
della guerra e, da questo punto di vista, la brutta missione sostenuta da
questo brutto governo consente loro di “respirare. “La missione in Libano ha
fermato le vittime della guerra”. E questo non è poco.
C’è
il rischio che ci ritroveremo con un governo Casini.
Propone
anche di “dare una mano” a questo Governo (amico?) purchè
si mantenga una visione critica, costantemente vigile.
Sugli
8 senatori obiettori lamenta che la loro presa di posizione non ha avuto
sviluppi anche perchè sono stati lasciati soli dal Movimento che non ha saputo
neanche organizzare una piccola manifestazione di appoggio. E in questo senso
ricorda la recente elezione di Heidi Giuliani, al
posto di Luigi Malabarba, che è entrata nella
Commissione Affari Istituzionali e che potrebbe essere una persona di
riferimento particolare, anche per noi.
Infine
propone di passare dall’antimilitarismo all’alter-militarismo, così come si è
passati dall’anti-globalizzazione all’alter-globalizzazione recuperando memoria della nostra
storia, in cui la mondialità era già importante quando i liberisti erano
concentrati su una visione che non superava i confini nazionali o addirittura
confini ancora più ristretti.
Le
reti non funzionano perché non hanno rapporti di relazione (lo abbiamo anche
scritto su Formiche di Pace). Tra noi va meglio… c’è convivialità.
Turi Vaccaro solleva il
dubbio che la nostra solidarietà, in realtà, fosse solo sul piano umano, visto
che è finito in galera ma che – in fondo – non siamo d’accordo col suo gesto.
Ma, nell’ambito della Campagna contro il nucleare, azioni come la sua sono
inevitabili (“alla fine, anche voi, dovrete circondare qualche base e farvi
arrestare, sempre che troviate la gente disponibile”). Inoltre, Turi sottolinea
che le azioni dirette non possono essere condotte da gruppi troppo numerosi,
anche perchè sarebbe difficile garantire che tutti si attengano alle esigenze
di segretezza che comportano.
Gli
interventi successivi chiariscono (Lorenzo) che le osservazioni non
riguardavano il giudizio sull’azione ma le differenze tra iniziativa
“personale” e “politica”; Alfonso ritiene che l’azione di Turi sia stata
decisiva per stimolare l’idea di una Campagna sul disarmo atomico; Claudio
ricorda che anche quelli di Pietro Pinna e dei primi obiettori erano gesti
isolati ma poi, quando gli obiettori sono diventati decine ad ogni chiamata
alle armi, allora l’opinione pubblica sì è mobilitata ed è stata approvata la
legge sull’odc.
Beppe Marazzi
si chiede qual è il ruolo che la
RID vuole svolgere: essere punto di scambio di informazioni o luogo in cui
elaborare azioni? E’ sempre stato un dialogo difficile. E in questo secondo
caso: chi decide? Sul disarmo nucleare, occorre non perdere il lavoro fatto in
questi mesi chiarendo che rapporto vogliamo avere con la RID: cosa andiamo a
fare ai suoi incontri?
Claudio ribadisce la sua posizione di rimanere nella RID e
nel gruppo di lavoro sul nucleare ma Massimo (personalmente contrario)
chiede di chiarire i termini della nostra partecipazione: come osservatori?
Claudio
e poi Lina e Lorenzo propongono di partecipare a pieno titolo, al pari delle
altre associazioni aderenti.
Claudio
solleva anche la necessità di chiarire chi/come intende partecipare agli
appuntamenti di Verona (Seminario Movimento Nonviolento) e di Firenze
(Assemblea del Movimento contro la guerra) del 21/22 ottobre.
Alfonso: Serve
Lorenzo dichiara che si è già iscritto come partecipante al
quarto gruppo di lavoro RID (dopo armi leggere, economia e armi, disarmo
nucleare): quello sui Corpi Civili di Pace e cultura di Pace. Ci andrà a nome
della sua associazione (Agenzia per la Pace) e resta in attesa di un eventuale
incarico a rappresentare anche
Sempre
sulla base di un’osservazione di Massimo, a proposito del “sospetto” interesse
della RID per i CCP, dovuto forse alla disponibilità di fondi pubblici per un
eventuale intervento in Libano, Lorenzo puntualizza che l’assemblea del 7 ottobre
non prevedeva inizialmente di occuparsene e che è stato introdotto sulla base
di una proposta di Lorenzo (parlare anche della Campagna OSM/DPN e del tema
“modelli di difesa”).
Claudio sollecita una risoluzione scritta da inviare al
coordinamento RID in merito alle decisioni di questo CP. Su questo punto Lina esprime
il proprio dissenso, suggerendo di evitare l’invio di comunicati scritti su
argomenti che investono il livello relazionale e ribadisce la strategia del
colloquio diretto (anche via telefono) al quale subordinare l’invio di una
sintesi ufficiale per la designazione delle persone nei vari gruppi di lavoro.
Angelo G. richiama l’attenzione del CP sulla questione 5 per
mille dando notizia che
Angelo
chiede che ci si attrezzi per ribadire la posizione della Campagna sui suoi
obiettivi politici e più in generale di curare la sua visibilità data la
cattiva abitudine della “sinistra” di eleggere portavoci/referenti
esclusivi (es.Ferrero/Cipriani,
Manifesto/Assopace o Emergency)
e
Sulla
legge di opzione fiscale, si apre un confronto tra Massimo che, anche sulla
base di uno scambio di battute con
In riferimento al rapporto tra
premesso che è
comunque un fatto positivo che la RID, con i suoi componenti e contatti, come
qualsiasi altra entità pacifista (ed anche non pacifista) si attivi
nell'opposizione ai pericoli incombenti di riarmo nucleare e di guerra atomica,
- la RID si propone convintamente e responsabilmente come uno dei soggetti di
coordinamento delle forze, non come "il" coordinamento della Campagna
per il disarmo atomico, a partire dall'iniziale coinvolgimento delle piccole
associazioni e delle entità territoriali di base;
- essa, nell'elaborare
la sua proposta di Campagna, deve confrontarsi in modo aperto e pluralistico
rispettando il percorso ed il lavoro fin qui attuato da altri
soggetti, cominciando da quelli che si sono ritrovati il 17 settembre a Milano
e che hanno deciso di rivedersi il 5 novembre a Bologna;
- di conseguenza, essa
aderisce ufficialmente all'appello "FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO
ATOMICO" e lo considera la base politico-culturale su cui impostare
- tale adesione
dovrebbe essere considerata "naturale", e non una
"forzatura", in quanto il citato appello è stato elaborato
essenzialmente con il contributo attivo e determinante di personalità che hanno
un ruolo dirigente nelle organizzazioni della RID;
- l'appello citato
offre delle indicazioni precise per la "bozza di Campagna" che
dovrebbe essere sviluppata su basi di nonviolenza attiva:
a- privilegiare
l'approccio etico su quello legalitario;
b- prendere di mira
c- perseguire
obiettivi da ottenere comunque con atti unilaterali del governo italiano;
d- riferirsi
all'alternativa costruttiva della difesa nonviolenta e dei Corpi Civili di
Pace;
(L'appello è
integrabile con un DOCUMENTO che può ed anzi DEVE essere elaborato con altri
soggetti associativi che si ritiene utili da coinvolgere in un ruolo trainante
nella nuova Campagna).
- la RID può chiedere
di incontrare il gruppo di contatto emerso dall'Assemblea del 17 settembre per
concordare con esso, e con eventuali altri soggetti (bisogna seguire una
strategia inclusiva, non esclusiva), la convocazione di una scadenza per
definire contenuti, lancio e percorso della nuova Campagna per il disarmo
atomico.
Tale data non deve
essere necessariamente il 5 novembre, anzi è auspicabile che ci si incontri
prima per preparare assieme il 5 novembre
Se tale volontà costruttiva
ed unitaria si esplicherà positivamente,
Per quanto riguarda
Il CP indica
Il CP chiede ad
RISOLUZIONE COORDINAMENTO POLITICO OSM 18 GIUGNO 2006
PER UNA CAMPAGNA DISARMISTA INNOVATIVA – COPROMOZIONE DELL’APPELLO PER
IL DISARMO ATOMICO E DEL COMITATO “NO ALLA GUERRA NUCLEARE”
Il Coordinamento politico OSM-DPN, riunitosi a Bologna il 18 giugno
2006,
accetta la responsabilità di copromuovere il
processo di costruzione di un movimento disarmista
avviato dall’appello di Alex Zanotelli. “Allarme atomico, mettiamoci insieme”.
Esso condivide gli obiettivi individuati dal comitato di personalità
nonviolente “NO ALLA GUERRA NUCLEARE”, coordinate da
·
per l’immediata
applicazione del Trattato di non proliferazione, a partire dall’Italia e
dall’Europa;
·
per contestare la
presenza delle atomiche USA nelle basi militari e nei porti italiani;
·
per contrapporre
al concetto strategico della NATO la trasformazione degli armamenti da
offensivi a strettamente difensivi in
direzione della Difesa Civile non armata e Nonviolenta;
·
per l’obiezione
di coscienza dei tanti, troppi, scienziati coinvolti nelle ricerche militari
affinché, insieme alle organizzazioni del lavoratori, realizzino la
riconversione dell’industria bellica
·
perché i
rappresentanti di tutte le religioni dichiarino la guerra atomica Tabù e
Peccato, un crimine contro l’umanità come tale assolutamente non
giustificabile.
Il disarmo nucleare completo, come previsto anch’esso
dal Trattato di non proliferazione, deve essere il primo passo per il disarmo
totale.
La “suprema garanzia di sicurezza” non può essere affidata, come recita
il Concetto Strategico della NATO, alla più terrificante minaccia distruttiva:
deve essere invece riposta nella più grande capacità costruttiva, vale a dire
nella forza dell’unità popolare che, partendo dalle relazioni sociali,
costruisce solidarietà, eguaglianza, diritti e diritto.
Il Coordinamento OSM ritiene che la campagna antinucleare possa quindi
portare a sbocchi positivi per coloro che lavorano sull’incardinamento
di processi di transarmo e di istituzioni alternative
alla difesa militare.
Di converso,
L’obiezione di coscienza alle spese militari può rappresentare un
importante strumento di pressione per conseguire lo sbocco pratico del disarmo
atomico, italiano ed europeo.
L’ufficio del Centro Coordinatore della Campagna OSM-DPN è pertanto
messo a disposizione per il supporto logistico ed organizzativo al Comitato “NO
ALLA GUERRA NUCLEARE”.
Il Coordinamento OSM ribadisce comunque la necessità, emersa
dall’ultima Assemblea nazionale, che l’Osservatorio sulla DPN istituito a
Cattolica si impegni nella mappatura delle esperienze
di resistenza nonviolenta di base e nella costruzione di un loro coordinamento
organizzativo “a rete”.
A questo proposito il Coordinamento ricorda che proprio a Cattolica,
con la mozione “SOLIDARIETA’ A TURI VACCARO ED IMPEGNO PER
Una delle scadenze della nuova Campagna per il disarmo atomico dovrebbe
essere rappresentata da un incontro di queste realtà della DPN di base che
proponiamo di organizzare con adeguata preparazione: è necessario che venga
sancito il risultato di una effettiva autoconsapevolezza
collettiva sulla valenza di queste lotte come identità attuale della Difesa
popolare nonviolenta.