INCROCIARE I PERCORSI
In vista dell’Assemblea OSM/DPN 2007, abbiamo condiviso come
obiettori e obiettrici alle spese militari collegati
con l’Agenzia per
Le nostre perplessità sulla Campagna attuale
Dopo un periodo più o meno
prolungato di partecipazione e di osservazione, la nostra sensazione è che
1) non sia in grado di diventare un'iniziativa
condivisa e fatta propria dal Movimento contro la guerra (così come invece era stato
ipotizzato con le mozioni approvate dalle assemblee nazionali OSM 2004 e 2005,
e nuovamente rilanciato con l'assemblea OSM 2006). Lo dimostrano con evidenza i
contatti intercorsi con numerosi soggetti: tra gli altri
Movimento Nonviolento, MIR, Tavola della Pace, Rete Italiana Disarmo,
Donne in Nero, Enti locali per
2) abbia difficoltà crescenti a ottenere adesioni
convinte: anche
chi continua a obiettare lo fa, sempre più
spesso, in maniera ormai poco convinta e sempre
più riconducibile a fattori particolari (nel caso di Sondrio e
dell'Agenzia per
3) non sia più in grado di perseguire con efficacia i
suoi obiettivi politici (legge di opzione fiscale e Ministero per
Ciononostante, continuiamo a ritenere
fondamentale un'iniziativa politica centrata sull'affermazione teorica e
pratica di un modello di difesa nonviolento, alternativo a quello armato,
militare. In questo senso riteniamo
che l'esperienza, l'elaborazione, i contatti, le risorse attivate in 24
anni di Campagna OSM/DPN non debbano essere disperse ma
debbano - al contrario - essere investite in un progetto nuovo, più condiviso e
partecipato all'interno del Movimento contro la guerra.
Un progetto nuovo a cui vogliamo
contribuire da subito con la proposta "incrociare i percorsi",
assolutamente parziale e ampiamente modificabile, che rivolgiamo in
primo luogo ai partecipanti all'Assemblea nazionale di Cattolica per una loro
prima valutazione, nella prospettiva di aprirla poi all'esterno della Campagna
con modalità da concordare.
Una proposta possibile: incrociare i percorsi
Dopo tre anni di confronto e di
verifica con tante
realtà dell’area nonviolenta (ma non solo) alle quali abbiamo proposto di
riprendere in considerazione
A noi pare che l’ampio giro di contatti per recuperare
disponibilità nuove (o rinnovate) attorno alla Campagna OSM/DPN debba
considerarsi chiuso con un esito magari non gradito (dal nostro punto di vista)
ma non per questo meno reale:
A fronte di questa situazione ormai chiara, non
condividiamo l’ipotesi di andare avanti comunque, con chi ci sta, e di concentrarci
sull’obiettivo politico principale (la legge di opzione fiscale); un obiettivo
che noi stessi riteniamo difficilmente raggiungibile, prima di fine
legislatura, e tanto più in un quadro politico che appare sempre più difficile.
Crediamo invece ci si debba fermare fino a intercettare coloro che – con altri
strumenti e con altre iniziative – stanno lavorando nella nostra medesima direzione,
incrociando i rispettivi percorsi ed elaborando un progetto comune. Senza una base più ampia, infatti,
siamo convinti che i nostri obiettivi politici non siano raggiungibili o che rischino di restare lettera morta, una volta recepiti sul
piano giuridico, mancando i presupposti perchè dalla base si eserciti la
pressione necessaria a ottenerne la piena attuazione
(leggi Comitato DCNANV o, ancora prima, i riconoscimenti legislativi della DPN
dentro la legge 230/98 e 64/2001) e l’avvio di un effettivo ripensamento del
modello di difesa.
Cosa proponiamo?
La costruzione di una Campagna nuova, effettivamente condivisa tra diversi soggetti e in
primo luogo tra noi e chi sta lavorando sul progetto “corpi civili di pace” partendo
dalla consapevolezza che la prospettiva politica è la stessa: uscire dalla
guerra costruendo un’alternativa credibile,
praticabile, nell’ambito della Difesa Popolare Nonviolenta.
Un lavoro enorme, perchè oggi c’è una voragine che separa
Un lavoro enorme, in primo luogo, per ottenere che
Parallelamente, sarà però altrettanto essenziale lavorare sul piano istituzionale, costruendo una Campagna a termine
(es.con scadenza fine legislatura) capace di ottenere
un risultato tangibile (una legge) che, seppure parziale, sappia dare un segno
tangibile, inequivocabile, di un percorso avviato. Un “primo mattone” su cui
basare i passi successivi, acquisendo la necessaria spinta
e convinzione per procedere lungo un percorso inevitabilmente lungo e
articolato.
Considerato che oggi la prospettiva dei Corpi Civili di Pace vede impegnati più soggetti
(l’IPRI/rete CCP, Rete Disarmo, l’Operazione Colomba, l’ISSPACE,
E
Come dicevamo, è ormai chiaro che
-
sul piano
finanziario,
mettendo a disposizione l’OSM/DPN come strumento per raccogliere, annualmente,
dal basso, le risorse economiche necessarie all’enorme lavoro da sviluppare
(produzione materiale formativo e informativo, organizzazione iniziative
nazionali ed altre decentrate sul territorio, contatti coi parlamentari,
elaborazione e gestione di progetti pilota...). Su questo punto non ci addentriamo ma delegheremmo semplicemente chi si occupa
istituzionalmente di Corpi Civili di Pace (e in primo luogo l’IPRI/rete CCP)
alla definizione di un progetto operativo annuale, chiaro e serio, da proporre
ai futuri obiettori alle spese militari. In questo modo verrebbe
totalmente superata l’attuale prassi di destinazione dei fondi ad una
molteplicità di soggetti (e tra questi l’Agenzia per
-
sul piano
istituzionale,
offrendo alla nuova Campagna i contatti e le disponibilità dei parlamentari
coinvolti sulla proposta di legge di opzione fiscale e sul Ministero per
-
sul piano delle
realtà coinvolte,
offrendo alla nuova Campagna 1200 persone (gli osm) prevedibilmente disponibili
a continuare a obiettare inquadrando la loro azione in una nuova prospettiva e
rilanciandone (possibilmente) le motivazioni. Allo stesso modo, alla nuova
Campagna potremmo offrire i gruppi locali attivi, i contatti maturati nel
tempo, la possibilità di recuperare i vecchi obiettori (che, a nostro parere,
spesso hanno smesso perchè ormai convinti che
Le nostre sono appena idee tratteggiate, ampiamente
modificabili che, tuttavia, recepiscono due
esigenze conclamate:
-
la tanto
invocata unità d’azione su progetti condivisi, evidentemente auspicabile ma finora ferma a livello
di auspici perchè ognuno chiede agli altri di aggregarsi alla propria
iniziativa suscitando rigidità nell’interlocutore (“confluire” in una cosa già
avviata e impostata da altri è meno attraente che partire insieme su un
progetto nuovo; richiede magari di accantonare/ridimensionare i propri
progetti; richiede risorse che un po’ ovunque scarseggiano e che ognuno
concentra su ciò che ritiene prioritario…)
-
la
possibilità di lavorare insieme su un progetto, solo se ci dividiamo i compiti recependo così perplessità come
quelle esposte da Nanni Salio all’ultima Assemblea
IPRI/reteCCP contestando la proposta di “spendersi”
su altri terreni, Campagne, iniziative confinanti ma diverse dallo specifico
statutario dell’IPRI/rete CCP. Dividersi i compiti non per un
concetto utilitaristico del dare/avere ma perché si prende atto, fino in fondo,
che ognuno di noi può dare un contributo diverso e prezioso ma che ognuno di
noi, da solo, è anche troppo debole/parziale per ottenere risultati così
difficili come quelli che ci proponiamo. Pertanto, servirà qualcuno che
lavora sulla progettazione (intervento ccp in un’area
di crisi), qualcuno sulla formazione (alla nonviolenza, alla DPN,
all’intervento nonviolento…), qualcuno che cura l’aspetto istituzionale
(contatti coi parlamentari, progetti di legge…),
qualcuno che si occupa di assicurare le risorse economiche (mediante l’OSM/peace tax ma non solo…), qualcuno
che cura la rete territoriale (rapporti con i gruppi attivi), ecc.
Lorenzo
Scaramellini (Chiavenna – SO)
Anna Cerfoglia (Chiavenna – SO)
Alessandra Fistolera (Delebio – SO)
Giannina Mazzoni (Talamona – SO)
Giulio
Fortunio (Bresso – MI)
Flavia Rossi
(Bresso – MI)
Milena Valli
(Sondrio)
Simone Del Curto (Sondrio)
Gigi
Fioravanti (Delebio – SO)
Don Andrea
Della Monica (Albosaggia – SO)
Maurizio Airoldi (Milano)
Morena Ghilardi (Ponte Valtellina – SO)
Sofia Del Curto (Sondrio)
Sandro Bianchi (Tremezzo – CO)
Valerio Putignano (Chiavenna – SO)
Piera Mazzoni (Morbegno – SO)
Marisa Cioce
(Sondrio)
Renzo Paggi
(Prata Camportaccio – SO)
Marianna Gugiatti (Sondrio)
Chi condivide le nostre
valutazioni e il senso complessivo della nostra proposta è invitato ad
aggiungere il proprio nome, qui di seguito:
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