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O.S.M. per
sabato 31 marzo e
domenica 01 Aprile 2007 , a Cattolica (RN)
(Hotel Royal, Viale Carducci 30)
Relazione Introduttiva
Vi sono da affrontare nel dibattito degli Osm alcune
problematiche che si sono create e che vedono una difficoltà oggettiva nel
procedere.
Queste problematiche non vanno superate eludendole,
ma affrontandole in un dibattito assembleare.
Prima di passare a nuovi obiettivi e continuare a
"consumare" iniziative parallele e di "moda" bisogna
ricollocare in un percorso le varie proposte sollevate.
La storia degli Osm e il lavoro di questi anni hanno
elaborato uno schema di riferimento che può essere utile ricordare per vedere
dove sono collocate le tematiche che vengono di volta in volta utilizzate dal
movimento pacifista e nonviolento.
Legge per l'opzione fiscale
L’opzione fiscale nasce dall'obiezione di coscienza
alle spese militari.
L’obiezione all’apparato militare e alla
partecipazione alle spese militari o con il rifiuto del servizio militare o con il rifiuto delle proprie
tasse pagate allo Stato.
Per far questo l’obiezione può utilizzare l’adesione
di ogni persona (dichiarazione di obiezione e non collaborazione con l’apparato
militare e le spese militari).
In un secondo tempo obiezione e dichiarazione si
uniscono alla campagna Osm per
Da una parte la disobbedienza civile che è
rappresentata dalla “sottrazione” nella dichiarazione dei redditi con una “autodenuncia”
di una parte delle tasse per destinarle a altri scopi alternativi o pacifici
nei confronti delle spese militari. Questa azione risulta
non praticabile in quanto la riscossione delle entrate dello Stato è effettuata
da un agenzia esterna che non permette più un dialogo con le Istituzioni.
La disobbedienza potrebbe passare al non pagamento
delle tasse indirette (tasse che non sono sul reddito di un lavoratore, ma che
stanno sui consumi per esempio benzina, luce, acqua, ) sottraendo l’iva e
versandola direttamente a istituzioni individuate per gli scopi della Campagna.
Decisione da prendere e da valutare.
Negli anni la campagna Osm per
L’ opzione fiscale dichiara che i cittadini
coscienti del problema della difesa della popolazione chiedono allo Stato di
utilizzare la parte delle tasse per un sistema difensivo non armato.
Questa possibilità si può attuare in Italia partendo
dalla definizione della Corte Costituzionale che esiste per la nostra
Costituzione sia la difesa armata che la difesa non armata (1985) e quindi si
possono avere strutture non armate istituzionali che possono difendere e
risolvere i conflitti in alternativa all’apparato militare.
Per
Nasce quindi l’esigenza di codificare una legge per
l’opzione fiscale. Viene definito un percorso per la
sua stesura e presentazione.
Siamo quindi ad oggi, all’assemblea che può
discutere dei problemi incontrati e dare indicazioni sul percorso tracciato per
ottenere l’opzione fiscale in Italia.
Per questo si
pone la proposta di un gruppo di lavoro o di discussione che ridisegni tappe e
percorso operativo e di analisi della legge per l’opzione fiscale.
Possiamo dire
che la legge per l’opzione fiscale ha al suo interno due punti importanti:
Il
primo,
condiviso da quasi tutti, il diritto di ogni persona
di non collaborare con la guerra e l’apparato militare, di poter destinare le proprie tasse per un sistema
alternativo di difesa.
Indicativamente questo è quanto dovrebbe esprimere
la prima parte della legge.
I problemi incontrati si possono riassumere nel
quesito: chi fa questo visto che i giuristi interpellati hanno declinato
l’impegno?
Per poter rispondere occorre fare
una discussione e creare un gruppo di lavoro nell’assemblea Osm x Dpn su questo punto.
Il lavoro fino ad ora svolto ha visto la raccolta delle leggi
presentate per l’obiezione di coscienza al militare e alle spese militari, il
contatto con un giurista costituzionale e incontri che hanno confermato la
disponibilità dei parlamentari a condividere
un percorso di presentazione della legge.
È un problema, ma non irrisolvibile, possiamo scrivere
la legge anche noi, attraverso una sintesi delle proposte e dei punti
condivisi.
All’interno della Campagna è stato segnalato e
proposto che l'iniziativa del 5x1000 esaurisca,
qualora si finanzi l’Ufficio Nazionale del Servizio Civile, l'opzione fiscale.
Il
secondo punto da includere nella legge dell’opzione fiscale è la risposta alla
seguente domanda:
Una volta data la possibilità ai cittadini
dell’opzione fiscale dove si assegnano i fondi?
Qui il problema si complica in quanto nella stessa
campagna e all’esterno ci sono divisioni e pareri diversi.
La sintesi della Campagna Osm per
L’iniziativa vedeva il suo nascere dall’intuizione
che lo Stato attraverso suoi capitoli di bilancio (Servizio Civile, Cooperazione
internazionale, aiuti umanitari, personale dell’Onu,
organismi europei ed internazionali per la pace, università e centri di ricerca
per la pace, Comuni – Province –Regioni che hanno assessorati o sviluppato
competenze ecc.) potesse riunirli e sviluppare legislazione e competenze sul
tema della Pace.
L’assunzione di questa responsabilità Istituzionale
era da noi condivisa non solo nell’idea, ma anche nella proposta di
condivisione con altri soggetti pacifisti italiani.
Questa idea se accolta risolveva tre problematiche:
la
prima di
battere l’idea della parte politica militarista che cerca di portare
La
seconda
che l’opzione fiscale aveva un senso nella creazione di un fondo per questo
Ministero.
La terza che lo Stato assumeva una responsabilità
istituzionale per
La nostra iniziativa ed entusiasmo sono naufragati
di fronte all’impreparazione politica, istituzionale e di movimento incontrate.
Il lavoro è stato tanto ed ha visto portare la
proposta agli Enti locali per
Ai parlamentari per la pace che hanno detto di si però hanno cominciato a disquisire se è meglio ottenere
diversi agganci nei vari ministeri che supportare una simile proposta che non
ha maggioranza parlamentare.
Il movimento pacifista ha risposto indirettamente ribadendo
non un elenco di priorità istituzionali, ma occupandosi dei propri settori.
Chi su leggi per il disarmo che vedono la
costituzione di un dicastero o dipartimento per la riconversione sotto il
Ministero dell’Industria, chi in progetti sanitari in giro per il mondo, chi
sulle questioni di genere, difesa delle donne nei paesi in conflitto, chi con
leggi e fondi all’interno di missioni militari per i corpi civili di pace, chi
con istituti di ricerca, chi con un servizio civile per la solidarietà ed il
volontariato ecc.
In sintesi chiusura su tutti i fronti.
Abbiamo allora tentato una “scorciatoia”
istituzionale visto che si era creato il Ministero della Solidarietà Sociale
con il Ministro Paolo Ferrero (PRC) a cui sono stati assegnate le competenze
per la legge dell’Obiezione di Coscienza, la legislazione e le risorse del servizio
civile, l’Ufficio Nazionale e la
legislazione sull’immigrazione che vede una percentuale molto alta di immigrati
fuggire dalle guerre e dalla violenza,
di proporre l’aggiunta al nome
Ministero della Solidarietà Sociale la nuova dizione Ministero della
Solidarietà Sociale e della Pace.
Avviati i preparativi della proposta, avuti incontri
con i parlamentari della Pace, consegnato personalmente al Ministro la
richiesta d’incontro. La risposta è stata la negazione della discussione o del
confronto da parte del Ministro.
L’assemblea deve o può decidere se portare avanti
l’iniziativa costituendo un gruppo di lavoro su questo, perché non basta
proporre, ma occorre lavorare per anni organizzativamente per ottenere dei
risultati.
La scelta di destinare i fondi e le
indicazioni della Campagna:
La situazione è difficile, se si pensa a che cosa
voler finanziare con l’opzione fiscale per poterlo scrivere all’interno di una
legge.
Come esercizio di coerenza occorrerebbe verificare
la destinazione delle proposte interne alla Campagna.
Se si vuole introdurre un finanziamento e una linea
politica per seguire la costituzione dei Corpi Civili di Pace occorre il
rispetto di alcune linee guida.
Ogni iniziativa dovrebbe essere inserita nell’operato
e nella storia della campagna. Di ogni iniziativa occorre disegnarne il
percorso e seguire una fase di sperimentazione.
L’esperienza insegna che senza queste linee si va
verso la disorganizzazione , la confusione ed il
conflitto. Vedi Comitato, Dpn, Opzione Fiscale, Spese Mlitari.
Bisognerebbe discutere di cosa facciamo dell’8x
1000 (questione politica dei Dico); il finanziamento all’Unsc; dei Berretti
Bianchi del Cefa. Riconfermandoli o togliendoli.
Si organizzano gruppi interni di lavoro che chiedono
finanziamenti per esempio sull’Opzione Fiscale,
Quali le proposte?
Le spese militari e un nuovo modello
di difesa alternativo non violento e non armato
Questo è un tema centrale per
L’esigenza di un gruppo di lavoro assembleare nasce da due
fattori:
1. Quale politica di difesa ha il Governo
Prodi?
Coincide o è in
rotta di collisione con le nostre proposte?
Ci sono
maggioranze parlamentari o politiche che sostengono le
nostre
proposte di riduzione delle spese militari e di ricerca di un
nuovo
modello di difesa difensivo e nonviolento?
Per poter rispondere occorre riflettere su:
a)
Con l’avvento di un governo di centro sinistra ci si aspettava una chiara
svolta con un percorso di uscita dell’Italia dalla
guerra permanente e la riduzione delle spese militari che sarebbe avvenuto
attraverso un sistema militare che avrebbe dovuto optare per un sistema
difensivo non aggressivo e quindi ridurre in una prima fase l’armamento di
distruzione di massa;
b)
Le decisioni sulla base di Vicenza, sul riarmo
atomico (partecipazione di imprese a progetti nucleari e spazio sul nostro territorio
a bombe atomiche), i nuovi caccia bombardieri (JFS35 a Cameri per la difesa del
nostro territorio ne basterebbero 35 ne vogliono comprare 150 e più per
partecipare alla guerra esterna); rifinanziamento della “guerra” in Afghanistan; sembrano dire che il governo è guerrafondaio;
c)
Il movimento per
E’ ormai noto a tutti che questo vuol dire aumentare
la competizione del commercio delle armi, la qualità distruttiva e che
l’apparato militare diventa un’industria che vende i suoi prodotti sul mercato
della guerra globale. Se questo era già noto come “operosità” delle nostre
industrie militari oggi abbiamo un triangolo delle
“Bermuda” (Prodi – D’Alema – Parise) che lo promuove e lo benedice.
Sulla vicenda dell’Afghanistan le cose sono
peggiorate in quanto è emersa una linea militarista del governo che attraverso
la politica estera si salda a quella del centro destra portando indietro o
facendo mancare una maggioranza parlamentare alle istanze del movimento
pacifista e contro la guerra.
Figuriamoci le nostre proposte che fine fanno?
Tutto questo cosa c’entra con
Queste riflessioni dovrebbero portare a una sintesi
riassumibile in due aspetti:
a) la linea politica da
sconfiggere e denunciare è quella che scaturisce dall’alleanza fra destra e
sinistra sulla politica militare Italiana.
Quindi non più un riconoscimento di schieramento, ma
lo scontro con una linea trasversale militarista della destra e della sinistra.
Questa decisione riguarda anche i rapporti dei movimenti pacifisti accanto a
noi che invece fanno ragionamenti “zoppi”, prima di schieramento e poi di
contenuto.
b) sorvoliamo sull’aumento
delle spese militari o manteniamo lo stesso spirito di denuncia come nei
precedenti governi?
Questo
per quanto riguarda l’aspetto oppositivo che dobbiamo mantenere. Assisteremo alla mancanza di una
sponda politica per
Sarebbero da seguire con un gruppo di lavoro in
assemblea i seguenti temi:
Aumentano
le spese militari diminuiscono le spese sociali.
Aumentano
in Italia le prese di posizione di chi si pronuncia contro le spese militari.
Possiamo pensare a riunire, come primo obiettivo, in
un convegno seminario queste prese di posizione come elemento aggregante e di
condivisione durante il 2007?
Possiamo anche proporre ad altri la nostra
riflessione che la diminuzione delle spese militari passa dalla richiesta di un
nuovo modello di difesa alternativo all’attuale che da distruttivo deve
diventare difensivo e poi non armato e nonviolento?
Se è vero che nella finanziaria diminuiscono le
spese sociali e aumentano le spese militari, non è vera la proposta che
diminuendo le spese militari aumentano le spese sociali.
La diminuzione delle spese militari avviene
attraverso la scelta di un nuovo modello di difesa.
Possiamo proporre ad altre forze la discussione su
questi temi e formare un percorso di aggregazione e unità intorno a contenuti
condivisi.
Questo percorso è importante da analizzare in
assemblea in quanto coerente il binomio opposizione –
costruzione che è stato sino ad ora seguito dalla campagna Osm per
Tassa
per
Alla luce di quanto esposto appare sbagliata la
seguente proposta in quanto non chiarisce il significato di tassa per la pace,
a che cosa si riferisce (solo a un contributo personale? Si esclude la legge
sull’opzione).
I corpi civili di Pace sono un’ idea
che nella realtà ha bisogno di essere chiarita e collocata, spiegata e
divulgata.
Questa decisione va presa fidandoci del Movimento
Nonviolento, dell’Ipri-Ccp, della rete Rid, dei Beati, della Sentinelli, come per il Comitato
per
Con le sorprese avute si può proporre un percorso e
un’attenzione verso i corpi civili di pace?
Pensiamo non
più di questo.
Il centro coordinatore nazionale
della Campagna Osm per
Milano,
30 marzo 2007