MOZIONE
POLITICA
L'Assemblea
delle obiettrici e degli obiettori alle
spese militari per
valuta
con favore l'iniziativa, lanciata da Alex Zanotelli, ed accolta da numerose
realtà nonviolente, di una modalità di obiezione di coscienza al riarmo e alla
guerra, esercitabile anche attraverso la destinazione del 5 per mille a
progetti di interposizione nonviolenta all'estero;
invita i
promotori di "Scelgo la nonviolenza attiva" a coordinarsi con la
nostra Campagna OSM/DPN, inserendo questa modalità di obiezione tra le opzioni
offerte dalla nostra Guida pratica;
sottolinea
che, nell'attuale momento politico, la forma principale di costruzione della
DPN (Difesa popolare nonviolenta) deve riguardare l'opposizione chiara e decisa
alla deriva militarista ed autoritaria dello Stato italiano, che partecipa in
modo subalterno alla "guerra contro il terrore" e aggredisce, per
esigenze di business antipopolare, le comunità locali tentando di imporre con
la forza poliziesca, a danno di vitali equilibri sociali ed ambientali,
speculazioni immobiliari, grandi opere infrastrutturali e basi militari;
considera,
che in tale contesto, nell’ambito di una strategia di transarmo, la
sperimentabilità istituzionale della DPN abbia bisogno di una condizione
preliminare ineludibile: la conversione del modello militare da offensivo e
nuclearizzato, in ambito transatlantico, a difensivo e totalmente
convenzionale, come sancito dalla Costituzione, in ambito europeo: quando i
governi, attraverso l'esercito, come oggi succede, violano
suggerisce
che, pur ribadendo l’importanza dell’obiettivo dell’opzione fiscale, nel
momento in cui le articolazioni della politica ufficiale si unificano in una
strategia di guerra, le varie forme di obiezione, inclusa la nostra,
riconoscano sé stesse come percorsi di protesta e di pressione per la riduzione
delle spese militari, da ancorare ad una precisa ed esplicita rivendicazione
del cambiamento del modello di difesa;
l'obiezione
alle spese militari e le varie forme di resistenza nonviolenta devono diventare
l'anima dell'opposizione alla politica militarista italiana e puntare ad
inceppare concretamente la macchina della guerra; noi obiettiamo perchè non
vogliamo pagare per la guerra ed anche perchè vogliamo che tutti i cittadini
possano intanto pagare per il tipo di difesa che è stata chiaramente
tratteggiata dalla Costituzione;
ribadisce,
con questa consapevolezza e questo spirito, l'importanza di sostenere campagne
di sensibilizzazione disarmiste di massa, come le leggi di iniziativa popolare
per un futuro senza atomiche e senza basi militari e di promuovere nuove forme
e linguaggi di comunicazione;
nel
quarantennale dell’assassinio di Martin Luther King, che cade proprio in questi
giorni, di fronte al suo alto esempio, ricorda che la nonviolenza non è
acquiescenza innocua ed accomodante, non è solo sperimentalità
costruttiva, ma è obiezione,
noncollaborazione, disobbedienza civile, che comportano rischio per chi le
pratica;
raccomanda
a tutte le componenti del movimento per la pace di non ascoltare le sirene
della "legge del minimo sforzo" nel momento in cui - i segni
economici, sociali ed ecologici lo indicano chiaramente - si aggrava una crisi globale di civiltà e si
richiede da parte di ciascuno e di tutti e tutte il massimo di responsabilità e
di impegno: dobbiamo liberarci da vecchie catene che rischiano di trascinarci
nel fondo dell'abisso ed aggrapparci con tutte le nostre forze a piattaforme di
idee e pratiche concrete che galleggino e navighino verso sponde nuove. Sponde
di salvezza comune dell'umanità,
MOZIONE
ORGANIZZATIVA
L'
OSSERVATORIO SULLA DPN, riprendendo i contatti con le realtà locali della
Campagna OSM/DPN, va costituito come
gruppo di lavoro specifico ed aperto delle obiettrici e degli obiettori alle
spese militari, con i seguenti compiti:
1-
informarsi sull'attività del Comitato DCNAN ed incalzarlo: sono da denunciare
eventuali "strumentalizzazioni" di un Servizio Civile schiacciato
sulla solidarietà sociale e comunque degradato a mezzo clientelare ed
assistenziale;
2-
mappare ed interloquire con i gruppi pacifisti, specie locali, per sollecitarne
una disponibilità all'OSM;
3-
studiare e proporre un progetto per il rilancio di una iniziativa contro il
nucleare civile e militare;
4 -
interloquire con i comitati delle cittadine e dei cittadini che difendono le
comunità locali dall'aggressione dello Stato burocratico, cominciando con le
realtà che si oppongono alle basi militari, allo scopo di costruire una Rete
della DPN di base;
5-
organizzare un convegno che proponga, nell'ambito del transarmo, la riduzione
delle spese militari a partire da un modello di difesa
"costituzionale";
6- affiancare
7-
individuare nuove forme e canali di comunicazione che sperimentino linguaggi
"disintossicati dal pacifistese" e si rivolgano al cittadino/a
comune.