Breve
storia dell’Obiezione alle Spese Militari in Italia
1971:
Primo caso di obiezione alle spese militari in Italia
In Italia l’obiezione
fiscale alle spese militari iniziò nel 1971 con l’impiegato comunale Manrico
Mansueti di Sarzana (
1972/1981:
A fianco dell’obiezione di coscienza al servizio militare
Nel 1972 viene
approvata la legge 772 che riconosceva e controllava l’obiezione di coscienza
al servizio militare. A seguito del gesto di Mansueti si ebbero altre sporadiche
obiezioni fiscali alle spese militari, fatte da parte di singoli individui come
ad esempio Rocco Campanella di Monreale (Palermo) nel 1979 e Luciano Benini (1980).
1981:
Nasce
1982/1990:
In questo periodo, in campo
internazionale si ha una modifica radicale delle politiche mondiali: finisce la
guerra fredda con la caduta del muro
di Berlino e della fine dell’Unione Sovietica.
1991:
La guerra del Golfo: l’Italia entra in guerra
Con la guerra del Golfo, in Italia vi
fu una forte reazione emotiva che portò a
numerose e partecipate manifestazioni di molti cittadini italiani che
erano contrari alla guerra. Era dalla II^ guerra
mondiale che l’Italia non partecipava direttamente ad una guerra!
1992/1994:
La campagna Osm e le guerre internazionali. Il 1992 è
l’anno d’inizio della guerra internazionale e civile in Jugoslavia. I fatti che
seguirono misero in evidenza come, anche in Europa, la guerra fosse ritornata
ad essere strumento di politica di massacro della popolazione civile.
Ci furono manifestazioni per la pace
nelle zone di conflitto, come quella per Sarajevo (1992) e Mir Sada (1993). Nel frattempo, fu approvata dalla Camera dei Deputati
(il 25/7/91) e dal Senato (il 17/1/92) la riforma della legge 772/72 per
l’obiezione di coscienza al servizio militare.
Una riforma fortemente voluta dai
movimenti come
Ma purtroppo la riforma fu bloccata
dall’allora Presidente Cossiga.
1995/1997:
Verso
L’evoluzione verso riconoscimenti
istituzionali portò la Campagna ad essere impegnata non solo contro le spese militari ma anche per una difesa non armata. A livello
istituzionale si fecero altri passi avanti: la risoluzione della Camera dei
Deputati (19/12/95), che impegnava il governo ad emanare norme che consentissero
ai giovani obiettori di partecipare a missioni umanitarie all’estero gestite da
enti convenzionati o da organizzazioni non governative (i cosiddetti caschi bianchi), e la decisione del
Senato (25/1/96) che impegnava il governo a stanziare 10 miliardi per agevolare
e favorire gli interventi dei corpi civili di pace (nella ex-Jugoslavia)
aventi finalità di costruzione della pace. Aperture molto significative da
parte dello Stato, che però parallelamente si impegnava a dare un sempre
maggior impulso al cosiddetto Nuovo
modello di difesa: creazione di un esercito professionale ed aumento
consistente nella spesa militare.
1998/2002: Osm fra aperture istituzionali e guerra
A livello istituzionale fu fatto un altro
passo con l’approvazione nel 1998 della legge n° 230,
che finanzia la partecipazione di obiettori di coscienza a missioni umanitarie
fuori dal territorio nazionale e sancisce l’impegno ad avviare esperimenti di
difesa popolare nonviolenta e di diplomazia popolare.
Nel 1999, i due movimenti (MIR e MN)
lasciarono
La Campagna punta su una adesione a progetti in corso (gestiti
da GAVCI, Berretti Bianchi, ed altri …). In tale direzione si è attivata per la
costituzione della Rete Caschi Bianchi
(network nazionale organizzato da Enti convenzionati di servizio civile e
associazioni pacifiste allo scopo di costituire un corpo civile di pace
composto da obiettori) e favorendo la costituzione dei Berretti Bianchi che
nascono con l'idea di dare vita a un corpo civile di pace costituito dai
movimenti di base e dalla società civile.
Nel 2001 infine con l'approvazione
della Legge 64 è stato istituito il Servizio Civile Nazionale. Nel testo di
legge, all'articolo 11, viene prevista la possibilità, per i singoli cittadini,
di finanziare il Fondo Nazionale per il Servizio Civile indicando il tipo di
intervento che si ritiene di voler finanziare. Da questa possibilità a quella
di poter detrarre le cifre versate dalle tasse annuali nella dichiarazione dei
redditi alla vera e propria opzione fiscale il passo potrebbe essere più breve.
Nel 2001 assistiamo allo scontro della globalizzazione e al dilagare del terrorismo internazionale e
delle guerre preventive e per il controllo delle risorse.
La Campagna cerca quindi di rafforzare
le possibilità offerte dagli spazi istituzionali e di affiancare a queste anche
momenti di protesta contro l’aumento delle spese militari e la guerra. Nel
2003/2004: Osm impegno DPN fra guerra
e terrorismo
La Campagna cerca di aprire spazi nelle
istituzioni e finalmente si forma il Comitato per lo studio delle alternative
di difesa alla difesa armata. Nel