IL MIO RICORDO DI DAVIDE MELODIA
Due anni fa, l’8 marzo
Un vecchio amico, conosciuto nel
Nei 25 anni successivi ho avuto la possibilità di conoscere Davide, con una frequentazione più assidua negli anni ’80 e più diradata negli anni seguenti, dopo il suo trasferimento da Livorno a Verbania.
Di lui ammiravo soprattutto la coerenza morale, l’estrosità, l’eclettismo e la profonda cultura in vari campi, acquisita soprattutto come autodidatta. In gran parte da lui ho appreso i primi rudimenti della nonviolenza gandhiana e capitiniana. Davide mi è stato anche maestro nell’azione nonviolenta, con lui iniziata a praticare a Comiso e dintorni. Come pure da lui non poco ho appreso sulle religioni, in particolare su quella quacchera (o “degli Amici” come preferiva chiamarla, fortemente caratterizzata dall’impegno pacifista dei suoi membri) alla quale egli, ex-pastore (e figlio di pastore) evangelico battista, si era convertito nel 1989.
Quando, negli ultimi anni della
sua vita, venne a sapere che stavo collaborando, con l’Associazione “Percorsi
di Pace” e il Comune di Casalecchio di Reno (Bologna), alla realizzazione di un
Centro di Documentazione per la Pace mi disse che
sarebbe stato felice di vederci ospitato il suo archivio e i suoi libri.
Purtroppo la morte lo ha colto pochi giorni prima dell’inaugurazione della Casa per la
Pace ‘
Dal giugno 2006 il Centro di Documentazione per la Pace ospita il Fondo ‘Davide Melodia’, con un cospicuo numero di libri e documenti raccolti nel corso della sua non breve vita. Il Fondo è attualmente in fase di sistemazione e, spero a breve, sarà disponibile per la consultazione..
Per ricordare Davide in questo secondo anniversario della sua scomparsa, trascrivo di seguito due brevi autobiografie, stese, probabilmente, nei primi anni ’90. Una seria e molto sintetica (“Cenno biografico di Davide Melodia”, una pagina) e una …semiseria, redatta con uno stile letterario che molto bene si confaceva con il suo carattere allegro e capace di autoironia. Di quest’ultima autobiografia(“Ritratto in controluce”, 24 pp.dattiloscritte) riporto i tre paragrafi introduttivi.
Sempre negli anni ’90 Davide scrisse una più ampia autobiografia (“Un soldato mediocre”), di 74 pagine dattiloscritte, in gran parte inedite, relativa al periodo 1939-1946.
Vittorio Pallotti
CENNO BIOGRAFICO DI DAVIDE MELODIA
Nato il 10 agosto
Soldato in Cavalleria nel 1939, inviato in Libia nel 1940 prima dello scoppio della II Guerra Mondiale, cadeva prigioniero dell’Esercito Britannico alla fine del ’40.
Dopo sei anni di prigionia in Egitto e Sud Africa,
nel 1947 divenne maestro elementare, e nel 1949 è stato nominato Pastore
Evangelico, come il padre, per operare a Sarzana,
Dopo sei anni, lasciato il pulpito, ha fatto esperienze di insegnante di inglese in scuole private e nell’Ente Nazionale Educazione Marinara a Livorno, quindi ha svolto attività di guida turistica e interprete di inglese e francese, e infine è stato per cinque anni maestro carcerario.
A Milano, per sette anni è stato traduttore di redazione da quattro
lingue presso il giornale Il Giorno. Si interessava
nel frattempo di problemi carcerari con
Tornato a Livorno è stato nuovamente guida turistica, poi insegnante delle Guide, e per quella città ha pubblicato una breve Guida ed una monografia sullo storico Cimitero Inglese.
Impegnato politicamente con i Verdi, è stato consigliere comunale a Livorno poi, raggiunto il Lago Maggiore, è stato consigliere provinciale del Verbanio-Cusio-Ossola, sempre per i Verdi.
Pacifista nonviolento dal 1947, membro del Movimento Nonviolento dal 1972, ne è stato il segretario per alcuni anni, così come lo è stato della Lega per il Disarmo Unilaterale fondata dallo scrittore Carlo Cassola.
Dal 1979 è tornato alla predicazione evangelica, e dal
Dal
Da anni tiene, nelle scuole medie e superiori, lezioni sulla storia del pensiero e dell’azione nonviolenta.
R I T R A T T O
I N
C O N T R O L U C E
Breve analisi autobiografica
di Davide MELODIA
Perché in
controluce
Perché una delle cose che gli uomini ignorano, di sé e degli altri, sono le più profonde motivazioni delle loro idee, delle parole e delle azioni, ivi comprese le finalità.
I fatti e le parole hanno un valore facciale, relativamente visibile, come in controluce, e quanto più lo sfondo è luminoso, e la figura di una persona pare stagliarsi nettamente, tanto più i lineamenti e l’espressione del volto sono di difficile decifrazione.
Di chiunque vediamo soprattutto i contorni ed alcuni tratti intimi che costui vuol farci conoscere, ma una luce diretta e spietata che ne metta in mostra la realtà globale, complessa e segreta, ci manca.
Una autobiografia dovrebbe, per principio, portare almeno un po’ di luce sulla vera personalità dell’autore, ma spesso non riesce a farlo.
Poiché il sottoscritto intende portare un contributo alla lotta attualmente impari per
L’esplorazione, sintetica, andrà per argomenti e non per dati e date cronologiche tipo diario, perché quasi ogni diario omette fatti negativi ed esalta “il meglio di sé”.
Non indugerà neppure negli aspetti negativi, perché a questo penseranno sicuramente i detrattori.
Ritratto fisico e
psichico semiserio
Più basso che alto,
più magro che grasso,
più scattante che resistente,
più delicato che coriaceo,
più castano che biondo (da giovane),
più piccoli che grandi (gli occhi),
più svelto che lento (il passo),
più dritto che ricurvo (il portamento),
più spigoloso che amabile (il carattere, da giovane),
più ironico che triste (da adulto),
più autocritico che critico (da vecchio).
A volte dinamico, a volte meditativo (sempre).
Dalla parola fluida,
dalla parola data infrangibile,
dalla battuta pungente (da giovane),
dalla battuta indulgente (nell’età tardiva del giudizio),
dalla risposta irata trattenuta (idem).
Dall’intuizione intermittente,
dai molti interessi,
dai molti impegni,
dall’intelligenza normale, ma esercitata nei molti impegni
ed ancora largamente da sfruttare (50%),
dalla poca memoria ovviata mediante appunti, preparazione
e vari accorgimenti,
dalla improvvisazione facile ma non abusata,
dalla disponibilità sfruttata dai furbi,
dal rispetto verso gli altri, spesso preso per debolezza.
Insomma, più uomo che personaggio. O no?
Il Signor Ex
Io non sono il Signor X. Il mistero non abita con me.
Sono, ahimé, il Signor Ex.
Ex giovane di belle speranze,
ex lanciere di Novara, ex guerriero da operetta,
ex prigioniero di guerra – nella qual condizione operai da
interprete, maestro elementare, cantante, attore, regista, drammaturgo!
E poi? Ancora ex:
pastore evangelico battista
insegnante privato di inglese
interprete
traduttore
guida turistica
esperto di storia di Livorno
predicatore
Ed ancora: ex
segretario del Movimento Nonviolento
animatore della Lega Nonviolenta dei Detenuti
segretario della Lega per il Disarmo Unilaterale
E allora?
Sono un cantante, attore, drammaturgo, regista, ministro di culto mancato? E poi, c’è qualcuno che ne sente la mancanza?
Ciascuna delle attività cui ho rinunciato – meritevoli di per sé – sono state preparatorie di qualcosa di più e meglio?
Entro certo limiti, per la somma di esperienze che rappresentano, mi hanno dato la possibilità di essere, a modo mio:
poeta, scrittore, storico, ricercatore, linguista, artista,
pacifista, nonviolento, quacchero, melodista, strillatore (cantante?!)
ma forse, non avendo voluto, per intuizione e per scelta, diventare in una o più attività “professionista”, è normale e giusto che non abbia in alcuna raccolto il successo e che solo pochi intimi ne sappiano qualcosa.
Se infine io mi senta realizzato o incompiuto, questo non ve lo dico.
E’ l’unica “x” che vi lascio risolvere da soli.